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    I terroristi dello Stato Islamico

    Libia, l’Occidente cerca prove per legittimare un nuovo attacco militare

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    Mentre prosegue il dialogo tra i principali attori libici, per fermare l’avanzata di Daesh.

    Dopo la bocciatura del nuovo governo di unità nazionale libico, voluto dalla comunità internazionale, ieri il premier incaricato, Faye al Sarraj, ha incontrato il generale Khalifa Haftar, che avrebbe suggerito l'ex capo delle forze speciali libiche passato con i ribelli nella rivoluzione del 2011, Abdul Salam Hassi, come prossimo ministro della Difesa del governo al Sarraj.

    All'incontro sarebbe stato presente anche un alto funzionario egiziano. La scorsa settimana il generale Haftar, comandante dell'Esercito libico fedele al parlamento di Tobruk, si è effettivamente recato al Cairo alla guida di una delegazione militare e diplomatica, consolidando il legame con l'Egitto del generale Abd al Fattah al-Sisi, uno degli attori principali della contesa libica e della contrapposizione con il Califfato e alcuni gruppi legati a Tripoli.

    L'occidente non sta a guardare. Un nuovo round di colloqui tra rappresentanti dei due governi si terrà domani in Marocco, a Skhirat. A guidare i colloqui, secondo l'emittente televisiva panaraba Al Arabiya, sarà Faez al Sarraj. L'obiettivo dei colloqui sarebbe "la formazione di un mini governo invece di un vero e proprio esecutivo", respinto la settimana scorsa dal parlamento. La comunità internazionale continua così nella ricerca di una soluzione politica che ai libici, divisi in diverse fazione, non piace, ma che serve all'occidente per legittimare un'azione militare contro Daesh.

    Daesh che preoccupa sempre più. Il Califfato sarebbe entrato in possesso di gas sarin in Libia, secondo il quotidiano arabo, edito a Londra, Asharq al Awsat. Gli jihadisti avrebbero trafugato composti chimici dal compound nell'area di Bab al Huriya, una delle porte di Tripoli, per inviarli a Sirte, roccaforte libica di Daesh. Sarebbe stato il cugino di Muhammar Gheddafi, Ahmed Qaddaf Al Dam, ex ufficiale d'intelligence, a denunciare più volte dalle colonne di Asharq al Awsat che il sarin, stoccato nel sud del Paese sarebbe stato trasferito in alcune città del nord, tra cui Tripoli. Pare che Londra sia sempre ben informata sui movimenti di gas sarin nel mondo.

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    Tags:
    jihadista, Terrorismo, Lotta al terrorismo, crisi in Libia, Abdel Fattah al-Sisi, Fayez al-Sarraj, Egitto, Libia, Europa
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