06:33 17 Giugno 2019
Nord Stream

I dissidi interni all'UE non ostacolano il "Nord Stream 2"

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Il cancelliere tedesco Angela Merkel non è disposto ad abbandonare il progetto, nonostante l'insoddisfazione della Polonia, dell’Italia e degli altri paesi dell'Unione europea. Lo sostiene l'analista Judy Dempsey del Carnegie Europe.

Gli oppositori del progetto del gasdotto collettivo di Gazprom e un certo numero di società europee sono insoddisfatti del "carattere contrastante" del "Nord Stream 2", ma la leadership tedesca, così come la Commissione europea, non ha alcuna fretta di ostacolare questa iniziativa.

È interessante notare che il cancelliere tedesco sostiene il "Nord Stream 2", nonostante sia uno dei principali critici europei della politica del Cremlino nonché promotore delle sanzioni contro Mosca, ha aggiunto Dempsey. Inoltre, proprio Angela Merkel, essendo alla guida della Germania, abbia abbandonato la "politica orientale" (Ostpolitik), con la quale i dirigenti tedeschi per oltre 30 anni hanno cercato di costruire relazioni amichevoli con la Russia.

Secondo l'analista, l'atteggiamento della leadership tedesca nei confronti del progetto del gasdotto russo dimostra che gli interessi nazionali sono più importanti dei piani per la creazione di una Società energetica unica europea. Allarmati da questa tendenza dei colleghi di Berlino per l'Unione Europea, in particolare il nuovo governo polacco guidato dal partito conservatore "Legge e giustizia" che sono insoddisfatti sia del progetto North Stream 2 che del comportamento della Germania.

"Varsavia ritiene che la costruzione del "Nord Stream 2" sarà il precursore alla creazione di un'alleanza russo-tedesca contro gli interessi di Polonia, Ucraina e altri paesi dell'Europa orientale" ha detto Judy Dempsey.

Si oppone alla politica di Berlino anche il Primo Ministro italiano Matteo Renzi, osserva l'editorialista. Roma critica Germania per l'incoerenza: il "Nord Stream" ha ricevuto il sostegno delle autorità tedesche, mentre il "South Stream", alla cui realizzazione doveva partecipare la compagnia petrolifera italiana ENI, non è stato approvato da Berlino, e alla fine il progetto è stato ritirato.

Nel corso della crisi in Ucraina l'Unione Europea con gli sforzi di Angela Merkel ha sviluppato una consolidata posizione nei confronti della Russia, ma la situazione con il sostegno tedesco del secondo "Nord Stream" divide di nuovo il blocco, dice Dempsey.

"Con tutto ciò, Merkel non è disposta ad abbandonare il progetto che minaccia questa coesione" conclude l'esperto Carnegie Europe.

L'Ufficio federale Antitrust tedesco (Bundeskartellamt) nel dicembre 2015 ha approvato la creazione di una joint venture per il "Nord Stream 2". Prima di questo, la Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Ungheria, Romania e Slovacchia hanno inviato a Bruxelles una lettera congiunta criticando la costruzione del gasdotto. Secondo questi paesi il progetto può rafforzare la dipendenza dell'Europa dal gas russo, può indebolire seriamente la sicurezza energetica dei paesi dell'Europa centrale e l'Unione europea nel suo insieme, e può portare un'ulteriore destabilizzazione della situazione in Ucraina.

Il progetto "Nord Stream 2" prevede la realizzazione di due stringhe di gasdotti con una capacità totale di 55 miliardi di metri cubi di gas ogni anno dalle coste della Russia, attraverso il Mar Baltico, alla costa tedesca.

Tra gli azionisti della società del progetto "Nord Stream 2" New European Pipeline AG ci sono, a parte Gazprom, la E.On, Shell, la OMV, BASF / Wintershall e la Engie (ex GdF Suez). "Gazprom" deterrà il 51%, E.On, Shell, OMV e BASF / Wintershall il 10% ciascuno, e Engie il 9%.

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Ostacoli, Opposizione, Dissidi, Accordo sul gas, Forniture gas, Gas della Russia, gasdotto, Costruzione Nord Stream 2, costruzione di gasdotto, Unione Europea, Polonia, Germania, Europa, Italia
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