Widgets Magazine
02:49 17 Luglio 2019
Londra, nebbia sul Tamigi (foto d'archivio)

In Gran Bretagna aspettano il crollo della UE entro il 2031

© REUTERS / Olivia Harris
Mondo
URL abbreviato
12141

L'idea che l'Unione Europea sia in pericolo viene condivisa da sempre più influenti politici europei. Secondo l'editorialista della rivista “The Spectator”, l'essenza di questo "pessimismo" è diventata la crisi migratoria, si legge sulla rivista britannica.

Nel pieno dello scontro tra i politici britannici, alcuni dei quali favorevoli all'uscita dalla UE, mentre altri sostenitori della permanenza di Londra nella UE, viene alla ribalta un nuovo argomento a favore di quest'ultimi. Consiste nel fatto che l'Unione Europea è destinata a sfaldarsi entro i prossimi 15 anni, quindi non avrebbe senso lasciarla ora, scrive l'editorialista del "The Spectator".

"Alcuni ministri aggiungono un'altra affermazione a difesa di questa argomentazione: il Regno Unito provocherebbe la morte della UE e la colpa di questo scenario non è nell'interesse dei politici britannici. Quindi è meglio restare piuttosto che andarsene, l'Unione Europea sta collassando spontaneamente," — si afferma nell'articolo.

L'idea che l'Unione Europea sia in pericolo viene condivisa da sempre più influenti politici europei. Secondo l'editorialista della rivista "The Spectator", l'essenza di questo "pessimismo" è diventata la crisi migratoria.

"E' molto più spinosa delle difficoltà dell'euro, inoltre mette alla prova la forza della solidarietà tra i Paesi dell'Unione europea. Solo 414 profughi sono stati ridistribuiti secondo il piano che contemplava la distribuzione di 160mila profughi in tutta l'Europa, inoltre l'intero spazio Schengen è sul punto di essere sospeso," — scrive l'editorialista.

Sottolinea che le lacune in materia di sicurezza della UE nell'ambito dell'afflusso dei profughi rendono la sopravvivenza di Schengen quasi impossibile. Allo stesso tempo è difficile immaginare una soluzione efficace alla crisi migrazione.

"Quello che stiamo vedendo ora è l'inizio di una migrazione di massa di persone provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente verso l'Europa, che continuerà per generazioni," — si evidenzia nel materiale.

Secondo l'editorialista, la situazione è complicata dal fatto che i Paesi Baltici e dell'Europa orientale difficilmente accetteranno un consistente numero di rifugiati per il loro atteggiamento ostile contro l'Islam, mentre la Grecia e l'Italia non saranno in grado di far fronte al flusso di migranti.

Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), solo nei primi 26 giorni del nuovo anno via mare sono arrivati in Europa più di 47mila tra migranti e profughi. Nel 2015 hanno raggiunto le coste europee 1 milione 111mila e 712 persone. La Commissione Europea ha detto che la crisi migratoria attuale è la più grande del mondo da dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il referendum sull'adesione della Gran Bretagna alla UE deve svolgersi entro e non oltre la fine del 2017, ma potrebbe effettuarsi già il prossimo giugno, se Londra e Bruxelles raggiungeranno un accordo sulla riforma dell'Unione Europea a febbraio.

Correlati:

Regno Unito, preparativi di Brexit
Brexit, tutti i voti sono uguali, ma quelli inglesi di più
Brexit, da Bruxelles nessun passo avanti
Brexit, la maggioranza dei britannici vuole l'uscita da UE
Brexit, Cameron: Le nostre 4 condizioni per restare in UE
Addio Unione europea?
L'Unione Europea è la nuova URSS?
Tags:
Trattato di Schengen, Schengen, Migranti, profughi, Immigrazione, Politica Internazionale, Società, Crisi dei migranti, Brexit, Commissione Europea, Unione Europea, Gran Bretagna, UE
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik