00:44 22 Luglio 2018
Port of Calais

La giungla di Calais

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Tensione tra i profughi, stipati in condizioni disumane nei centri di accoglienza, e la cittadinanza, stanca dei disagi subiti dal commercio.

Cresce la tensione tra la popolazione di Calais e le migliaia di migranti che attendono di passare la Manica.

Sabato una cinquantina di profughi sono riusciti a salire su di un traghetto britannico nel corso di una manifestazione di denuncia delle condizioni disumane in cui le persone alloggiano nel campo di accoglienza cosiddetto ‘La Giungla'.

In seguito ai disordini, 35 persone sono state fermate dalla polizia, tra loro 24 migranti e 11 militanti dell'associazione No Border.

Ieri i trasportatori del Regno Unito hanno chiesto l'utilizzo dell'esercito, mentre 2.000 persone hanno denunciano il degradarsi del tessuto economico della città portuale francese in una prestazione che si è snodata lungo le principali vie.

Jeremy Corbyn, leader del Labour, in visita al campo profughi, da lui stesso definito "magnete di disperazione, una fetida palude in pieno inverno" chiede al governo britannico di fare di più: "Una maggiore velocità nei processi d'identificazione consentirebbe la chiudere dei campi". Tra 4.000 e 6.000 migranti vivono accampati in tende nella Giungla di Calais, con la speranza di attraversare presto la Manica a chiedere asilo nel Regno Unito. Ma Londra è riluttante, nonostante gli accordi stilati lo scorso settembre con Parigi.

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rifugiati, profughi, migranti, Crisi dei migranti, Jeremy Corbyn, Parigi, Gran Bretagna, Calais
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