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    700 mila abitanti di Aleppo sono emigrati a Latakia

    © Sputnik. Alexei Danichev
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    La città costiera siriana di Latakia è una delle città che hanno accolto la più grande quantità di immigrati interni, che fuggono dalle regioni interessate dalle operazioni militari in Siria.

    La popolazione di Latakia fino al 2011 non superava il milione e 300 mila persone, ma nei quattro, cinque anni di crisi siriana la quantità dei profughi interni arrivati in città ha raggiunto il milione e 600 mila persone. Sicchè, il numero di immigrati a Latakia ha superato la quantità degli stessi abitanti.

    Si sono trasferiti a Latakia gli abitanti di molte città siriane: Khama, Khoms, Idlib, Pakka. Ma la più grande quantità di profughi — circa 700 mila persone — sono emigrate a Latakia da Aleppo. La loro migrazione è iniziata a metà 2012 e ha raggiunto l'apice negli anni 2013 e 2014. Come altri emigranti, gli abitanti di Aleppo a Latakia seconodo le proprie possibilità materiali hanno sia cambiato vita e lavoro, sia trovato alloggio negli edifici di scuole, di impianti sportivi e di ospedali e vivono grazie all'aiuto delle associazioni umanitarie.

    Nella cittadina di Ras al-Basit, situata sulla costa tra Latakia e Kesap, attualmente vivono circa 20 mila profughi di Aleppo. Alcuni di loro sono alloggiati in case e baracche che appartengono alle organizzazioni sindacali locali. Un funzionario dell'organizzazione Basil Gasir ha raccontato a Sputnik Türkiye:

    "Sono stati stanziati 472 appartamenti per alloggiare i migranti. Tutti sono occupati, in alcuni appartamenti viveno più famiglie. Prendiamo un cifra simbolica come pagamento dell'affitto".

    Gasir ha sottolineato che la migrazione dei siriani nel centro abitato è iniziata nel 2012, la maggiorparte degli immigrati provengono dalla campagna della zona di Aleppo.

    Molte storie sono state raccontate al corrispondente di Sputnik dai profugi di Aleppo, si assomigliano tutte ciò nonostante le condizioni materiali e le necessità di tutti si distinguono abbastanza.

    Ci sono quelli che sono in grado di stabilire la propria attività nella cittadina, e coloro che sono costretti a subire un lungo trattamento o che vivono con l'aiuto delle organizzazioni umanitarie, perché nessuno in famiglia lavora e guadagna denaro.

    L'immigrato da Aleppo Abdulkadir ha condiviso la propria storia:

    "Ci siamo trasferiti qui nel 2012. Bande armate hanno attaccato il negozio in cui lavoravo e hanno rubato tutti i soldi. Io non ero a casa quando hanno fatto irruzione e rapito i miei tre figli. Abbiamo pagato il riscatto e siamo riusciti a salvarli, lode ad Allah, ora sono qui vicino a me. Non so nulla. Voglio tornare indietro, se ci sarà la possibilità. Io prego per questo tutti i giorni. "

    Mahmoud Denes è stato gravemente ferito da una scheggia, che gli ha provocato lesioni e costretto su una sedia a rotelle. "Vivo qui già da 4 anni senza un lavoro. Ho tre figli, uno dei quali di 5 anni. Sono stato ferito da una scheggia alla gamba e alla testa. Ho bisogno del trattamento, sto pregando per questo, — si tratta di una possibilità di recupero ".

    Un altro profugo di Aleppo ha raccontato delle minacce ricevute a perchè i suoi figli avevano prestato servizio nell'esercito: "hanno fatto irruzione a casa nostra alcuni uomini armati, quando seppero che i miei figli erano soldati in servizio nell'esercito, hanno cominciato a minacciarci. Non potevamo più stare lì. Poi ci hanno detto che la nostra casa era stata distrutta. Ma Dio vede tutto, credo che tutto possa essere ripristinato, la cosa principale è porre fine alla guerra".

     

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    Accoglienza dei migranti, Bombardamento, Migranti, Operazioni militari, Migrazione interna, Aleppo, Latakia, Siria, Siria
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