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18:15 20 Luglio 2019
Il profugo arrivato all`isola di Lesbo

É possibile l’integrazione nel multiculturalismo?

© AFP 2019 / Angelos Tzortzinis
Mondo
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Tatiana Santi
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Il 17 gennaio è la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, un’occasione in più per riflettere sulla prova che ha di fronte a sé l’Europa, l’Italia e il mondo intero.

I gravissimi fatti di Colonia a capodanno hanno fatto tornare in prima pagina l'eterno dibattito dell'accoglienza dei migranti e la loro integrazione, concetti che oramai si usano ogni giorno, come anche il così amato "multiculturalismo". Come può coesistere il multiculturalismo con l'integrazione, cioè un insieme di processi che rendono l'individuo membro di una società dove prevale un'altra cultura?

Che cos'è necessario per un vero processo di integrazione? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Monsignor Gian Carlo Perego, direttore generale della fondazione "Migrantes".

— Nelle diocesi italiane oggi sono accolti oltre 27 mila immigrati. Dopo l'appello di Papa Francesco il numero di immigrati accolti è aumentato, c'è stata quindi una reazione da parte delle strutture ecclesiali?

— Il 6 settembre scorso quando il Papa lanciò l'appello alle parrocchie, alla comunità religiosa e alle strutture ecclesiali di tutta Europa, già la Chiesa italiana nelle sue strutture stava ospitando 23 mila persone migranti. Dopo l'appello del Papa è cresciuta soprattutto l'accoglienza nelle parrocchie, che da mille è diventata di oltre 4 mila persone. Nel frattempo anche altre parrocchie stanno valutando la possibilità di allargare l'accoglienza. È un gesto concreto che segue la linea indicata dal Papa in questo Giubileo della misericordia.

— Il 17 gennaio è la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. A San Pietro all'Angelus prendono parte alcune migliaia di immigrati. Qual è il significato di questo gesto?

Piazza San Pietro Roma
© Sputnik . Dmitriy Korobeinikov
Piazza San Pietro Roma

— Si vuole dare un segno al Papa di come i migranti siano parte delle nostre comunità cristiane. I 7 mila che saranno presenti in piazza saranno una piccola ma significativa porzione di quasi un milione di cattolici presenti nelle nostre comunità. Ci saranno tra di loro anche persone di altre religioni, che hanno voluto unirsi a noi in questa giornata, che da 100 anni la Chiesa dedica al migrante e al rifugiato. Dopo l'Angelus, i migranti in processione entreranno dalla porta della misericordia della Basilica di San Pietro. La Santa Messa sarà presieduta dal Cardinale Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti.

— Vi partecipano anche migranti musulmani?

— Sì, ci saranno migranti musulmani, vi parteciperanno 200 rappresentanti delle persone ospitate nel C.a.r.a. (Centro di accoglienza per i richiedenti asilo). Tra loro ci saranno persone di altre religioni.

— Rimanendo in tema di migrazioni, c'è da dire che gli stessi italiani, soprattutto i giovani, sono costretti ad emigrare per la disoccupazione nel Paese, che ha raggiunto i massimi livelli. Che ne pensa di questo triste fenomeno?

— La crescita della disoccupazione giovanile a seguito della crisi economica italiana sta facendo vivere al nostro Paese una nuova stagione di emigrazione italiana. Lo scorso anno sono partiti 100 mila giovani lavoratori al fronte di 30 mila lavoratori stranieri, che sono entrati in Italia. L'immigrazione in Italia si è fermata, mentre si sta vivendo questo fenomeno di emigrazione, che vede i giovani arrivare nelle più importanti città europee, ma non solo. I giovani arrivano a Mosca, Helsinki, Londra, Parigi, Monaco. Secondo i dati si tratta soprattutto di persone che provengono dalla Lombardia, quindi non più dal sud dell'Italia. Questo significa che la crisi riguarda i giovani di tutt'Italia.

La migrazione oggi è un fenomeno strutturale per diversi motivi in diversi Paesi del mondo. Per l'Italia è strutturale alla luce di questa disoccupazione, per altri 44 Paesi è diventata strutturale perché ci sono 44 guerre in atto, in altri Paesi per una mancata libertà religiosa e politica che ha spinto le persone a mettersi in cammino. Lo scorso anno si sono messi in cammino quasi 10 milioni di persone. Le migrazioni nascono per ragioni diverse, ma per tutti significa lasciare la propria terra, mettersi in cammino, e la necessità di un'accoglienza.

— Con i flussi incessanti di immigrati, in Italia cresce anche la paura e la diffidenza a causa delle minacce terroristiche, ma anche della crisi economica. Come si possono evitare scontri sociali e che cos'è necessario per una vera integrazione?

— Il Papa nel messaggio di quest'anno per la Giornata Mondiale del migrante e del rifugiato parla della "festa dell'incontro". Sul tema dell'incontro Papa Bergoglio fece un bellissimo intervento a Prato, una tra le città più importanti per la multietnicità. La cultura dell'incontro si costruisce attraverso il rispetto delle persone, l'accoglienza, l'inclusione sociale e l'integrazione. Questi quattro concetti devono tradursi in percorsi importanti sul piano sociale e politico.

— L'integrazione non funziona sempre, che cosa manca a suo avviso?

-L'accoglienza dovrebbe diventare più strutturata in tutti i comuni italiani e europei. Ci vuole attenzione al mondo della scuola, dove ci sono 800 mila bambini di 199 nazionalità diverse, che tante volte non vengono accompagnati e aiutati attraverso la mediazione culturale. Il percorso di inclusione significa anche il voto politico alle elezioni, cosa che in Italia ancora manca per i cittadini stranieri regolarmente presenti.

Il percorso di integrazione significa riconoscimento reciproco dell'esperienza religiosa e culturale, un processo biunivoco, dove ciò che nasce è qualcosa di nuovo e di diverso, come abbiamo visto nei grandi Paesi di immigrazione come gli Stati Uniti. Bisogna lavorare in questa direzione per superare la paura. Quando le persone si conoscono, ci sono luoghi di incontro la paura che oggi riguarda 6 europei su 10 scende a 1 su 10, come per esempio per i giovani che a scuola hanno amici di altre nazionalità.

Incontro è una parola d'ordine per costruire un'Europa diversa nel rispetto di ciascuno. 

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rifugiati, profughi, Migranti, Crisi dei migranti, Giubileo, chiesa, Chiesa Cattolica, Papa Francesco, UE, Europa, Italia, Colonia
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