19:23 23 Luglio 2018
Bad Ischl

“Asylantenfrei”, il bar vietato agli immigrati in Austria

© Foto: Michielverbeek
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Karin Siebrecht-Janisch, proprietaria del bar Charly's nel paesino austriaco di Bad Ischl ha recentemente vietato agli immigrati di entrare all'interno del suo locale. In precedenza i profughi avevano ripetutamente molestato le donne che si trovavano nel bar, nonché le cameriere. Le denunce e le proteste al comune sono state praticamente ignorate.

Per questi motivi Karin Siebrecht-Janisch è stata costretta a prendere questa misura così radicale, ha raccontato in un'intervista con "Sputnik".

"Verso novembre tra i miei clienti sono apparsi alcuni migranti. Molestavano spesso le ragazze e le donne che visitavano il mio locale, le toccavano, le seguivano persino fino al bagno o per strada. Hanno iniziato a molestare anche le mie cameriere. Non pagavano mai nulla, consumavano le bevande che gli ospiti avevano già pagato per loro prima di andarsene.

Ho scritto al sindaco di Bad Ischl, dichiarando che la situazione non poteva andare avanti così. Mi ha mandato alla Fondazione "Sarsteinerstiftung", che si prende cura della maggior parte di questi rifugiati. Sono andata lì con il mio staff per vedere il posto. Abbiamo trovato i molestatori. Tuttavia non ci hanno preso sul serio, ci hanno riso in faccia. Ad Ischl nella maggior parte dei casi queste cose finiscono nel dimenticatoio, come si suol dire.

La gente ha cominciato a dire di non poter più venire da me, perché il mio bar si è trasformato in un locale per profughi. Ma il bar è il mio lavoro, voglio tutelare i miei ospiti e il mio personale. Per questo ho agito e messo questa scritta "asylantenfrei" (vietato l'ingresso ai profughi, ndr).

Ahimè, si è creata la stessa situazione del "judenfrei" (vietato l'ingresso agli ebrei, ndr) come al Terzo Reich, ma non lo volevo.

Sono sicura che in molte altre città e molti altri locali si comporteranno allo stesso modo. Io sono la prima e l'unica che ci ha messo la faccia ed ha aperto bocca. Sento che molte persone sono dalla mia parte. Alla fine mi sento una cittadina austriaca discriminata nel proprio Paese."

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Tags:
migranti, profughi, Donna, Società, Crisi dei migranti, Molestie sessuali, Austria
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