22:08 17 Febbraio 2020
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Passo indietro della Svezia che da oggi reintroduce una serie di misure per scoraggiare l'afflusso di migranti. Sempre di più le persone che ritirano richiesta d'asilo nel Paese. Anche la Danimarca si prepara ad una stretta.

Giro di vite in Svezia, dove da oggi sono ufficialmente in vigore nuove misure per la gestione dell'emergenza migranti. Introdotti controlli d'identità sui mezzi pubblici, treni e bus di confine, con l'impiego previsto di unità dell'esercito. Ricongiungimenti familiari complicati e permessi di soggiorno solo temporanei poi stanno, con il passare dei mesi, fiaccando le intenzioni di quei migranti che volevano raggiungere Stoccolma: nel mese di dicembre infatti si è assistito ad una impennata nei numeri delle domande di asilo ritirate, con 980 richieste di annullamento, a fronte delle sole 200 che erano state presentate a giugno.

Anche la Danimarca, che aveva già reintrodotto i controlli d'identità, studia ulteriori misure per stringere sulla crisi migratoria e prova a mettere in campo ulteriori misure per dissuadere i profughi dal raggiungere la penisola scandinava. Entro la fine di questo mese Copenhagen presenterà 34 proposte per inasprire le leggi che regolano il fenomeno, compresa la contestatissima norma, annunciata pochi giorni fa, che prevederà la possibilità di confisca dei beni ai rifugiati trovati in possesso di beni e denaro oltre una determinata soglia. 

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Tags:
rifugiati, profughi, Migranti, Crisi dei migranti, Danimarca, Svezia
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