04:39 10 Luglio 2020
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I due fermati a Salisburgo, arrivati in Europa da finti rifugiati, sospettati di essere entrati in contatto con il commando di Parigi.

Sembra prendere corpo la peggiore delle preoccupazioni sorte all'indomani degli attentati dello scorso 13 novembre: cittadini con passaporto comunitario, che lasciano l'Europa da regolari cittadini Ue, possono rientrarvi da "foreign fighters", con documenti falsi che ne attestino lo status di rifugiati.

Due uomini sono stati arrestati ieri dalla polizia austriaca a Salisburgo nell'ambito di un'operazione contro il terrorismo internazionale. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, i due fermati, francesi di origine pakistana e marocchina, sarebbero rientrati in Europa attraverso la Grecia ed i Balcani con passaporti siriani falsificati.

Secondo quanto trapelato dagli ambienti investigativi, i due fermati potrebbero essere entrati in contatto con il commando di Parigi.

E proprio a proposito delle indagini delle intelligence europee sull'uomo ancora in fuga, quel Mohamed Salah ricercato ormai da oltre un mese, è stato ieri il ministro della Giustizia belga a rivelare un particolare che ha fatto molto discutere gli ambienti della sicurezza europea. L'uomo infatti, che sarebbe stato localizzato a Molenbeek nei giorni delle ricerche e, circostanza che avrebbe dell'incredibile, sarebbe riuscito a sfuggire alla cattura fuggendo nascosto all'interno di un mobile. L'arresto, questa l'opinione di Koen Geens, non è avvenuto anche per l'impossibilità di effettuare perquisizioni domiciliari dalle 23 alle 5, come prescritto dal codice penale belga.     

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Tags:
attentato a Parigi, arresti, Austria
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