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    Nave di pattugliamento russa Smetlivy (foto d'archivio)

    Provocazione o spregio della sicurezza della Turchia la collisione sfiorata nel Mar Egeo

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    Se ci fosse stata una collisione, la nave da guerra russa avrebbe dovuto essere riparata, cosa che avrebbe provocato una falla nel sistema della sicurezza del Paese, ha riferito una fonte nel ministero della Difesa russo. Ha inoltre ricordato le dure dichiarazioni di Ankara riguardo i marinai armati sulle navi militari russe.

    La causa dell'incidente sfiorato nel Mar Egeo tra una nave di pattugliamento russa ed un peschereccio turco potrebbe essere o lo spregio delle norme di sicurezza oppure una provocazione mal organizzata, ha rivelato a "RIA Novosti" una fonte nel ministero della Difesa russo.

    In precedenza era stato riferito che durante una sosta nelle acque internazionali la nave di pattugliamento russa "Smetlivy" aveva fissato una manovra pericolosa da parte di una nave straniera. Un peschereccio turco, senza ridurre la velocità, navigava direttamente contro l'imbarcazione russa. Quando la distanza iniziava a diventare potenzialmente pericolosa, la nave russa ha provato a mettersi in contatto col peschereccio via radio e con segnali luminosi, senza ottenere però alcuna risposta. Dopodichè il comando della nave russa ha deciso di sparare dei colpi di avvertimento con armi di piccolo calibro verso il peschereccio. La nave turca ha poi reagito subito cambiando rotta e passando a circa 500 metri dalla nave russa. Questo episodio è durato meno di 7 minuti.

    "In questa situazione ci sono solo 2 spiegazioni: o si tratta di disattenzione e spregio delle regole di sicurezza della navigazione da parte del capitano della nave turca, oppure si tratta di una provocazione premeditata contro la nave militare russa, che nel caso di una collisione avrebbe subito dei danni che avrebbero richiesto riparazioni presso l'impianto di riparazione speciale per le imbarcazioni di questo tipo. I lavori di riparazione sarebbero potuti durare alcuni mesi, provocando così una lacuna seria nel sistema globale della sicurezza del Paese", — ha oservato la fonte.

    L'interlocutore dell'agenzia ha inoltre ricordato che la parte turca rilascia dure dichiarazioni sui marinai russi armati sui ponti delle navi che attraversano il Bosforo.

    "Dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001 in ogni nave militare c'è una squadra di anti-terrorismo, armata con armi di piccolo calibro. La parte turca vede questi uomini da 14 anni, ma per qualche motivo in precedenza non aveva mai avanzato pretese," — ha dichiarato la fonte.

    Lo scorso 4 dicembre durante il passaggio del Bosforo della grande nave militare russa "Cesar Kunikov", dalle coste turche era stato visto un marinaio sul ponte con un lanciarazzi portatile. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu aveva definito l'accaduto una provocazione, mentre il ministro dei Trasporti e delle Comunicazioni Binali Yildirim aveva accusato la Federazione Russa di aver violato la Convenzione di Montreux. Il dicastero della diplomazia russa ha sostenuto che "Cesar Kunikov" non ha violato nessun punto del documento.

    Le relazioni tra la Russia e la Turchia sono entrate in crisi dopo che il 24 novembre scorso un F-16 turco aveva abbattuto in Siria il bombardiere russo Su-24.

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    Convenzione di Montreux, Incidente, Marina Militare, ministero della Difesa della Federazione Russa, Mar Egeo, Turchia, Russia
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