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    L’Europa ha capito che non è la Russia il nemico?

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    Tatiana Santi
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    Il 2015? Un anno di sanzioni, tensioni da “guerra fredda”, liste nere, attentati, minacce di terrorismo firmate Daesh. L’intervento russo in Siria ha però capovolto lo scacchiere geopolitico mondiale.

    François Hollande
    © AFP 2017/ PHILIPPE WOJAZER
    Se durante l'anno per l'Europa era Mosca il nemico da combattere con le sanzioni e un isolamento politico, alla fine (meglio tardi che mai) si è capito che la vera minaccia per tutti è il terrorismo del Daesh sul fronte siriano, ma anche europeo. Dopo gli attentati di Parigi infatti scatta la scintilla, Hollande si unisce a Mosca per combattere i tagliagole. Dopo uno stallo di più di un anno dalle operazioni occidentali, la situazione si smuove.

    Nonostante le sanzioni firmate all'unisono in Europa, l'Italia ha avuto sempre una voce particolare nei confronti di Mosca. Sono di questi giorni le indiscrezioni su un possibile "no" italiano al prolungamento automatico delle sanzioni antirusse. Nel frattempo, dopo un colloquio con gli imprenditori italiani di Mosca, il ministro degli Esteri russo Lavrov è in visita ufficiale a Roma.

    Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista Geopolitica.
    © Foto: fornita da Tiberio Graziani
    Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista "Geopolitica".
    Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Tiberio Graziani, Presidente dell'Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (l'IsAG), direttore della rivista "Geopolitica".

    — Come potremmo tirare le somme di questo 2015 per quanto riguarda le relazioni tra l'Unione Europea e la Russia?

    — Tirare le somme di quest'anno un po' tumultuoso è difficile. L'Unione Europea si è mossa verso la Russia in maniera non coordinata: a parte la questione delle sanzioni, nelle ultime settimane il presidente Hollande è riuscito a risolvere alcuni problemi tra Stati Uniti e Federazione russa in merito alla questione della crisi siriana. In un certo senso, Hollande è stato l'uomo del momento piuttosto della Merkel, che come abbiamo visto è sulla prima pagina del Time e viene chiamata la cancelliera democratica. Forse è Hollande per questo fine 2015 il più interessante per quanto riguarda la politica estera dell'Unione Europea. Hollande ha portato avanti anche una politica di tipo diplomatico militare.

    I rapporti tra Unione Europea e Russia erano partiti molto male quest'anno e in quest'ultimo periodo forse le cose stanno cambiando a causa della crisi siriana.

    — Secondo alcune indiscrezioni dei media, l'Italia avrebbe chiesto un dibattito a proposito delle sanzioni antirusse e avrebbe detto un "no" al loro prolungamento automatico. Secondo te sarebbe possibile una svolta del genere?

    — Quest'iniziativa, qualora fosse ufficiale e istituzionale, nel tentativo di limitare le sanzioni è una proposta che ha una sua coerenza con la politica italiana. Quest'iniziativa rientrerebbe in una politica di lunga durata per i rapporti tra Russia e Italia. Questa posizione, qualora fosse poi ufficializzata, ha una sua ragione d'essere e dobbiamo augurarcela. Una possibile eliminazione delle sanzioni, permetterebbe alla Russia di concentrarsi di più sulla questione della crisi siriana ed avere un certo margine di manovra che porterebbe alla tessitura di nuovi rapporti con alcuni Paesi dell'Unione Europea, non soltanto la Francia, ma molto probabilmente la Germania e forse l'Inghilterra.

    — Lavrov recentemente ha parlato a Mosca agli imprenditori italiani, questi giorni è in visita a Roma. Renzi dall'ottobre 2014 si è visto con Putin 5 volte. Possiamo dire che nonostante un anno difficile per la geopolitica internazionale e le sanzioni, l'Italia e la Russia abbiano mantenuto un rapporto privilegiato?

    — Sì, il rapporto tra la Russia e l'Italia è in un certo senso privilegiato rispetto agli altri Paesi europei. Questo non per una debolezza dell'Italia, ma proprio per una sua politica estera fatta nei confronti della Federazione russa da sempre. Anche nel periodo sovietico l'Italia aveva una particolare posizione nei confronti di Mosca. La proiezione dell'Italia tesa a ravvalorare i rapporti con la Russia può avere degli alti e dei bassi, può permettere però all'Italia di avere un suo ruolo ben definito nell'ambito dell'Unione Europea, quando Bruxelles tenta una politica estera anche economica nei confronti di Mosca.

    — Diventa sempre più evidente per i partner europei, che la soluzione dei dossier internazionali è impensabile senza la Russia. È stato l'intervento russo in Siria a capovolgere la situazione?

    — Quest'intervento è un elemento nuovo. Fino a quando l'iniziativa sulla Siria era condotta dagli occidentali, sostanzialmente dagli Stati Uniti, e poi in modo più ambiguo dalla Turchia, ci si trovava in una sorta di stallo.

    L'iniziativa di Putin ha ribaltato questa situazione, accelerando alcune operazioni. C'è da considerare anche il massacro di Parigi, perché questo ha portato Hollande a porsi il problema di un'alleanza e una sinergia maggiore con la Federazione Russa. Questo ha prodotto nella cosiddetta coalizione occidentale qualche elemento nuovo e qualche titubanza riguardo al possibile alleato russo. Con il suo intervento Putin è uscito dall'isolamento in cui era stato costretto dagli Stati Uniti e l'Europa per la questione ucraina.

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    Relazioni Internazionali, relazioni Italia-Russia, Raid aerei in Medio Oriente, raid della Russia in Siria, Lotta al terrorismo, Coalizione anti-Daesh, Daesh, Sergej Lavrov, François Hollande, Italia, Siria, UE, Russia
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