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    Combattenti del Daesh

    Perchè i cittadini della UE si uniscono al Daesh?

    © AP Photo/ Raqqa Media Center of the Islamic State group
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    In un rapporto redatto dalla società americana “Soufan Group”, si osserva che dai Paesi dell'Unione Europea verso la Siria parte il maggior numero di “foreign fighters”: al primo posto si trova la Germania, seguita da Francia, Inghilterra e Belgio.

    Il numero di cittadini di Paesi stranieri che si sono recati a combattere in Siria dalla parte dei gruppi armati fondamentalisti è raddoppiato negli ultimi 18 mesi. Nel giugno 2014 erano circa 12mila persone, mentre nel dicembre 2015, secondo varie stime si parla di un numero compreso tra 27mila a 31mila persone. Il numero di "foreign fighters" provenienti dalla UE partiti per combattere in Siria è aumentato in questo arco di tempo da 2500 a 5mila.

    In un'intervista con l'edizione turca di Sputnik (Sputnik Türkiye) Necati Anaz, direttore del Centro turco di studi sulla sicurezza e sulla lotta contro il terrorismo internazionale ha commentato la crescita del numero di mercenari stranieri tra le file del Daesh e di altri gruppi armati.

    "La ragione di questa situazione è l'aureola eroico-romantica che i giovani insoddisfatti della propria vita vedono nel Daesh", — afferma Anaz.

    "Il numero di combattenti stranieri che hanno aderito al Daesh, soprattutto dai Paesi occidentali, negli ultimi anni è aumentato in modo significativo. Principalmente per l'attivismo delle organizzazioni di estrema destra in Europa. Insoddisfatti della propria vita i giovani, che non riescono in alcun modo ad influenzare le realtà politiche e sociali del Paese, sui social network guardano a ciò che sta accadendo in Siria e in Iraq, in loro si crea un'immagine eroico-romantica di "combattente per la fede" contro il mondo. Questa immagine e incoraggia i giovani ad andare in Siria e ad unirsi al Daesh."

    Perché proprio il Daesh? Secondo Anaz, essenzialmente per il fatto che, a differenza di altri movimenti di questo tipo, per esempio Al Qaeda, ha creato un alone di romanticismo attorno all'idea di creare uno Stato islamico.

    "A differenza di Al Qaeda, che ha condotto una lotta globale, basandosi unicamente sull'ideologia, non esprimendo l'idea di uno Stato islamico universale, il Daesh ha ottenuto il controllo di territori in Siria, Iraq e Turchia dove vivono milioni di persone. Questo tipo di forte organizzazione attira, per questo recluta nei suoi ranghi nuovi militanti provenienti da altri Paesi, in particolare dai Paesi occidentali. La maggior parte delle volte si tratta di avventurieri, teste calde, pronto a buttarsi alla cieca nella lotta globale che il Daesh offre per la "purezza dell'Islam" e la creazione di un "vero Califfato."

    Secondo Anaz, fermare il flusso di foreign fighters che cercano di arruolarsi nel Daesh è possibile attraverso la cooperazione tra l'Europa e la Turchia:

    "L'Occidente deve adottare le misure necessarie, prima di tutto sul proprio territorio. La cosa principale che deve fare è impedire di uscire dal Paese alle persone simpatizzanti dell'Islam radicale. Se la Francia o l'Inghilterra tengono sotto controllo i cittadini sospetti nel proprio Paese, devono impedire i loro tentativi di partire. Se non riescono a farlo, hanno bisogno di informare i servizi segreti turchi e chiedere di fare la stessa cosa. Ma finora questi Paesi preferiscono lanciare la palla verso la Turchia ed aspettare che le autorità turche arrestino queste persone e le rispediscano indietro. Ma la Turchia non è capace di determinare chi è terrorista, se non riceve gli appropriati dati di intelligence. Dato che la Turchia ha una lunga frontiera con la Siria e l'Iraq, non bisogna aspettarsi che sia in grado di monitorare tutti quelli che vengono dall'Europa. Solo sforzi congiunti possono produrre il risultato desiderato."

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    Tags:
    Cooperazione, Società, Terrorismo, Al Qaeda, Unione Europea, Daesh, Iraq, Siria, UE, Turchia
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