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    Capitalismo

    Guerre e recessione, i fondamenti della Pax Americana

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    Gli ultimi decenni sono stati abbastanza per capire che la fine della Guerra Fredda non è stata realmente la fine della guerra, ma piuttosto un moltiplicatore della stessa, il cui risultato è stato una verace offensiva neoimperialista degli Stati Uniti.

    La creazione dell'egemonia americana sul mondo è stato il cambiamento più radicale patito dal mondo. Intere civiltà sono state distrutte — Iraq, Afghanistan, Libia, Siria- mentre gli USA si sono presi la responsabilità di essere i poliziotti del mondo.

    Tuttavia l'instaurarsi dell'egemonia imperiale americana alla fine del mondo bipolare non ha condotto il mondo alla globalizzazione del sistema capitalistico e neanche a condizioni di stabilità e crescita economica. L'economia capitalistica aveva già dato segnali di cedimento negli anni '80 e '90 e dal 2008 è il centro di un sistema che sta attraversando una fase di profonda e prolungata recessione, che ancora nessuno sa quando finirà, ma che ha già portato alla distruzione dei resti dell'eccellente sistema di welfare in Europa e livelli record di disoccupazione.

    E' questa l'Utopia che il Sistema imperialista e capitalista propone al mondo?

    Imperialismo e guerre, l'America è sempre in cinta
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    Imperialismo e guerre, l'America è sempre "in cinta"

    E' stato in nome di questi scenari di guerra e di crisi economica che si è proposto di distruggere tutto ciò che vi si opponeva? Per questo è stato imposto il regno del mercato e il presunto dogma della superiorità militare degli USA. E' stato con questi obiettivi che all'Europa è stato proposto di distruggere il suo passato fondato sui diritti sociali. E' con questo che gli USA invitano, o meglio costringono, gli altri paesi a partecipare ai loro accordi di partnership transoceanica.

    Questo mondo miserabile fondato sulla potenza delle armi e dei soldi è arrivato al capolinea. I paesi che resistono rappresentano l'inizio di un nuovo ciclo di costruzione di un mondo basato su diritti per tutti e solidarietà.

    Per tutti questi motivi la luna di miele con l'egemonia unipolare del Nord America è durata poco. I BRICS, la Cina, la Russia, i governi progressisti dell'America Latina sono legami della nuova economia multipolare del mondo e gettano le basi per una nuova geopolitica basata sulla bipolarità mondiale.

    La recessione nel centro del Sistema capitalistico mondiale colpisce tutto il mondo, ma il resto del mondo non è entrato in una recessione profonda e prolungata come in passato. Gli USA non possono invadere la Siria ed attaccare l'Iran. Gli USA continuano ad essere la maggiore potenza mondiale oggi, ma stanno incontrando limiti a cui non pensavano quando trionfarono nella Guerra Fredda.

    ​Occorre che l'Europa si renda conto che occorre smetterla di seguire ciecamente la politica estera americana per sentirsi più sicuri. I paesi europei devono adottare un altro modello economico, non solo quello dell'austerità imposta dalla Germania. I paesi membri dei BRICS mostrano la possibilità di disegnare nuove geometrie mondiali, politiche, economiche e militari.  Con chi vuole stare l'Europa?

    Il mondo segnato dall'egemonia imperiale nordamericana è un mondo di guerra e recessione.

    L'America Latina ha dato un contributo importante a questo nuovo mondo multipolare, con il Mercosur, l'UNASUR, CELAC e la partecipazione diretta del Brasile nei BRICS e gli accordi firmati dai paesi della regione con Cina, Russia e BRICS stessi. Gli USA non possono più fare affidamento sul loro vecchio cortiletto. Il Messico sta pagando il prezzo della ripetuta sottomissione al suo vicino settentrionale. L'Europa è paralizzata dall'austerità. Iraq e Aghanistan sono stati distrutti dall'occupazione militare degli USA.

    Il XXI secolo è uno scenario di lotta per una nuova egemonia mondiale, condivisa, democratica, consensuale, con negoziati per risolvere i conflitti ed un'economia basata sulle necessità di tutti e non l'imperativo del capitale speculativo.

    Articolo originale pubblicato sul sito What they Say About USA

     

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    recessione, BRICS, USA, America Latina
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