06:32 23 Gennaio 2020
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L'Iran è pronto a fornire le prove secondo cui la Turchia compra petrolio dai terroristi del Daesh (ISIS). Il segretario del Consiglio per il Discernimento dell'Interesse del Sistema Mohsen Rezaei ha detto: "L'Iran ha i documenti che confermano l'acquisto di petrolio della Turchia presso il Daesh che possiamo rendere pubblici."

L'intervento di Rezaei è una risposta alla dichiarazione diffusa nei media iraniani del presidente turco, che in una presunta conversazione con il presidente dell'Iran Hassan Rouhani avrebbe messo in guardia Teheran dal sostenere la Russia con una retorica anti-turca. Secondo Erdogan, la sua dichiarazione "ha funzionato."

In un'intervista con l'edizione persiana di Sputnik (Sputnik Persian) Seyed Hadi Afghahi, politico iraniano, diplomatico ed ex dipendente dell'ambasciata iraniana in Libano, ha detto:

"In primo luogo è importante, in quanto è provato, che la Turchia comprava il petrolio contrabbandato del Daesh e il presidente Erdogan, suo figlio e suo genero ne erano pienamente al corrente. Nella conferenza stampa del ministero della Difesa della Russia sono stati pubblicati filmati e foto, questi materiali non lasciano alcun dubbio sulla loro autenticità. Dopo la reazione di Erdogan e delle autorità turche, si può capire che erano storditi e scioccati da queste prove di Mosca. Questo fatto ha fortemente influenzato la posizione degli alleati della Turchia nella NATO.

In secondo luogo la dichiarazione del segretario del Consiglio per il Discernimento dell'Interesse del Sistema Mohsen Rezaei di fatto risulta essere una conferma delle prove fornite dai militari russi contro la Turchia. L'Iran ha questi materiali. Non è un segreto che i nostri consiglieri militari ed istruttori si trovino nei pressi delle zone degli eventi e siano in stretto contatto con i partner russi. Grazie agli sforzi di Russia, Iran, Siria ed Iraq è stato creato un Centro di coordinamento per la lotta contro i terroristi del Daesh. I nostri consiglieri lavorano a stretto contatto con l'esercito siriano e gli uomini del movimento libanese "Hezbollah" nella lotta contro i terroristi. Pertanto è d'obbligo per noi lo scambio di informazioni tra le nostre agenzie militari e il monitoraggio del traffico delle rotte e dei camion con il petrolio di contrabbando in direzione della Turchia. Tutto questo è stato immortalato nelle foto e nei video. Pertanto il presidente Erdogan non può ingannare in eterno il popolo turco e smentire i materiali resi pubblici dalla Russia comprovanti i legami diretti tra Ankara e il Daesh. Se il capo di Stato turco continuerà a negare l'evidenza, a nostra disposizione ci sono immagini, video, dati GPS sulle posizioni e sui movimenti delle colonne di camion con il petrolio.

Ali Akbar Velayati, consigliere per gli affari internazionali della Guida Suprema dell'Iran, a margine di un recente viaggio in Siria e dell'incontro con la leadership del Paese, ha confermato che dopo la pubblicazione da parte dei partner russi delle prove inconfutabili sulla cooperazione tra la Turchia e il Daesh, risulterebbe superfluo rendere pubblici i materiali che sono a disposizione dell'esercito iraniano. Tuttavia, se necessario, lo faremo. Dato che stiamo collaborando attivamente con la Russia, l'Iraq, la Siria e il Libano, la condivisione dei dati d'intelligence, anche con sistemi satellitari è d'obbligo."

La divulgazione dei materiali comprovanti la cooperazione tra il Daesh e la Turchia, per l'Iran, così come per la Russia, è una questione d'onore, afferma Seyed Hadi Afghahi:

"Una delle ragioni più logiche per l'abbattimento dell'aereo militare russo Su-24 da parte del caccia turco, come dichiarato dal ministro degli Esteri Sergey Lavrov, è la cooperazione della Turchia con il Daesh, per l'acquisto e la rivendita del petrolio siriano di contrabbando, dal momento che gli aerei russi effettuano raid contro le infrastrutture petrolifere. Pertanto, l'Iran, come la Russia, è impegnata a rendere pubbliche tutte le prove disponibili. Ma Erdogan dovrebbe smetterla con le sue sfuriate e dare le dimissioni. Oggi anche i leader occidentali, tra cui il segretario del Tesoro USA, hanno condannato le azioni di Erdogan e gli accordi petroliferi diretti tra la Turchia e il Daesh. Ha condannato le azioni di Ankara anche la Germania.

Con la sua immensa ambizione politica, il presidente Erdogan ha danneggiato non solo le relazioni con molti Paesi, iniziando dall'abbattimento dell'aereo russo fino ai commenti irrispettosi nei confronti delle autorità iraniane, così come all'invasione illegale dei carri armati turchi nel territorio di un altro Stato sovrano, l'Iraq. Mi auguro sinceramente che Erdogan rinunci alle sue ambizioni e la smetta di fomentare la situazione in una regione già instabile."

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ISIS, Contrabbando, Terrorismo, Petrolio, Abbattimento jet russo, jet abbattuto in Siria, ministero della Difesa della Federazione Russa, Recep Erdogan, Bilal Erdogan, Iran, Turchia, Siria, Russia
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