12:00 11 Agosto 2020
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Il 5 dicembre nella città friulana di Acquileia prende il via il progetto “Archeologia ferita” che mira a sviluppare il dialogo interculturale e ad attirare l’attenzione sul problema della distruzione dei monumenti di importanza mondiale.

Il principale ideatore del progetto è il presidente della Fondazione Aquileia, ex ambasciatore d'Italia in Russia Antonio Zanardi Landi.

La prima mostra nell'ambito del nuovo progetto è "Il Bardo ad Aquileia", dedicata al celebre museo tunisino, dove il 18 marzo scorso è stato compiuto un sanguinoso atto di terrorismo. Secondo l'ambasciatore Landi, questa scelta non è casuale:

Un combattente del Daesh distrugge una statua storica di fronte a una folla, Palmira
Twitter / Julie Lenarz
Un combattente del Daesh distrugge una statua storica di fronte a una folla, Palmira

"L'idea di questo progetto mi è venuta in mente durante la visita a Tunisi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quando l'ho accompagnato in qualità di consigliere diplomatico. Allora abbiamo visitato anche il Bardo, museo bellissimo con la seconda — dopo il museo Egizio del Cairo — collezione archeologica più grande nell'Africa settentrionale. Dopo l'attentato la direzione del museo ha deciso di lasciare intatta la parte interna del museo con le tracce delle pallottole e i vetri spaccati. Ne sono rimasto profonamente impressionato e allora ho proposto al presidente, al ministro della Cultura e al ministro degli Esteri della Tunisia di fare un progetto insieme ad Aquileia".

La basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, Aquileia
La basilica patriarcale di Santa Maria Assunta, Aquileia

"Il governo italiano crede che contro il terrorismo si debba combattere una battaglia culturale. Personalmente però credo che la bellezza da sola, purtroppo, non basti. Contro questa bellezza viene condotta una vera guerra. Distruggendo le opere d'arte i fondamentalisti vogliono dimostrare l'impossibilità di convivenza delle culture. Dobbiamo perciò impegnarci per elaborare delle iniziative culturali reciprocamente accettabili".

"Successivamente vorremmo portare qualcosa dalla Libia e dall'Egitto, in più stiamo già discutendo un progetto con alcuni musei dei Balcani. Quando ho lavorato come ambasciatore d'Italia in Russia, ho avuto la fortuna di far amicizia con i direttori di vari musei russi, con i quali adesso cercheremo di avviare una cooperazione. Quando ho vinto il Premio Gogol, ho donato una parte del mio premio in denaro ai progetti comuni con la Russia", — ha detto l'ambasciatore Zanardi Landi.    

Tags:
Archeologia ferita, Antonio Zanardi Landi, Italia
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