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    Media turchi censurano prove della Russia su business petrolio tra Ankara e Daesh

    © AFP 2017/ Adem Altan
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    I media turchi filogovernativi hanno censurato le dichiarazioni del ministero della Difesa della Russia sugli acquisti del petrolio di contrabbando del Daesh e sul coinvolgimento del presidente Erdogan e della sua famiglia.

    Il silenzio dei media vicino al governo, che al contrario hanno preferito evidenziare la reazione degli USA alle accuse del ministero russo, ha suscitato malcontento tra i lettori turchi. Allo stesso tempo i media di centrosinistra e laici hanno dato ampio spazio ai materiali forniti da Mosca.

    In Turchia i siti web dei principali giornali filogovernativi hanno censurato la conferenza stampa di ieri del ministero della Difesa della Russia, durante la quale il vice ministro Anatoly Antonov ha presentato le prove della collaborazione tra Ankara e i terroristi del Daesh, in particolare del coinvolgimento della famiglia del presidente Erdogan con il traffico illegale di petrolio dai territori controllari dai fondamentalisti. Tuttavia i media che hanno parlato della conferenza stampa hanno volontariamente cancellato le dichiarazioni più pungenti del ministero della Difesa russo per non incorrere nell'ira di Erdogan.

    Il giornale Hürriyet, considerato il "fiore all'occhiello" dei media turchi, non ha pubblicato sul suo sito web le dichiarazioni del ministero della Difesa russo. Poche ore dopo la fine della conferenza stampa, i lettori, indignati dal silenzio del giornale, in massa sono entrati sul popolare sito web turco Ekşi Sözlük (social network turco in cui gli utenti possono inserire commenti su vari argomenti d'attualità. I commenti si presentano in ordine alfabetico in base al titolo di un determinato argomento, ndr) ed hanno creato l'argomento "La censura del giornale Hürriyet, 2 dicembre 2015".

    In uno dei commenti un utente ha scritto: "non si rendono conto che presto il giornale, sotto la pressione di Erdogan e dell'Akp, si trasformerà definitivamente in un dispaccio del governo. La credibilità sarà perduta e nessuno lo leggerà più."

    Un altro utente ha lasciato il proprio commento:

    "Ora non ha più senso seguire le notizie dei media turchi. Se si desidera ottenere informazioni affidabili, bisogna leggere la stampa estera e pochissimi giornali locali. E' la realtà di oggi."

    Hürriyet non ha cambiato la sua strategia ed oggi ha messo in prima pagina la notizia dei colloqui tra gli Stati Uniti e la Turchia sulla chiusura di 98 chilometri del confine siriano. In merito alle dichiarazioni del ministero della Difesa, il giornale si è limitato ad un piccolo trafiletto, in cui venivano segnalate le reazioni alle prove presentate dalla Russia.

    Milliyet, un altro importante quotidiano in Turchia, allo stesso modo ha ignorato le dichiarazioni, i video, le foto e i materiali presentati dalla Russia al briefing di ieri al ministero della Difesa, non menzionando affatto la notizia né nella versione stampata nè elettronica. Come Hürriyet, Milliyet si è limitato a mettere in evidenza le reazioni degli Stati Uniti.

    Hürriyet e Milliyet danno spazio alle notizie sui turcomanni siriani, che "la Russia sta uccidendo con i suoi bombardamenti."

    Il quotidiano Vatan ha pubblicato in prima pagina la notizia sui negoziati tra Turchia e Qatar per la fornitura di gas naturale come alternativa al gas russo ed ha dato spazio all'uso delle armi che la Russia presumibilmente fornirebbe ai ribelli siriani curdi del movimento "Unione Democratica". Con articoli simili è uscito oggi il quotidiano Türkiye, noto per essere vicino ad Erdogan.

    Solo Star, un giornale filogovernativo, ha deciso di pubblicare in prima pagina la notizia del briefing al ministero della Difesa della Russia, tuttavia nel testo è stata evidenziata la reazione americana, che considera le prove della Russia "inaffidabili". Star ha pubblicato la notizia con il titolo "La Russia aiuta il Pkk con le armi" e "bombardamenti russi sui turcomanni siriani".

    Hanno seguito l'esempio dei giornali le principali stazioni televisive e radiofoniche del Paese.

    Tuttavia il portale di notizie socialista e di sinistra SoL ha dato molto spazio alle accuse della Russia, richiamando l'attenzione sul fatto che l'Occidente ha le prove del traffico di petrolio tra la Turchia e il Daesh, dopo aver pubblicato le traduzioni degli articoli della stampa occidentale sui legami tra la Turchia e il Daesh. SoL ha evidenziato il silenzio dei più grande media filogovernativi turchi.

    Il giornale BirGün sotto il titolo "Petrolio e fratellanza tra il Daesh e l'AKP" ha scritto: "Erdogan, che ha preso la decisione di abbattere un aereo russo, confidando nella protezione della NATO, si è rivelato alla fine schiacciato in un angolo".

    Anche altri giornali di sinistra come Sendikaorg, Bianet e Dicken hanno parlato della conferenza stampa del ministero della Difesa della Russia.

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    ISIS, Giornalismo, Terrorismo, Censura, Petrolio, mass media, Recep Erdogan, USA, Siria, Russia, Turchia
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