17:47 03 Agosto 2020
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Il ministro della Difesa italiano sulle missione internazionale contro il Califfato: la determinazione non è stata pari alle intenzioni. Poi sulla Libia: preoccupati da infiltrazioni terroristiche che piagano il Paese.

L'alleanza contro il Daesh, battezzata un anno fa dal vertice Nato di Cardiff  e oggi allargata ormai a 60 Paesi, ha sottovalutato la portata della minaccia rappresentata dai jihadisti in Siria. E' questa l'opinione che il ministro italiano della Difesa, Roberta Pinotti, ha espresso alla web TV del quotidiano la Repubblica.

"All'inizio si è sottovalutata la capacità di espansione di Daesh e il rischio che diventi un pericolo per ciascuno Stato, all'interno delle nostre città. La determinazione forse non è stata pari alle intenzioni"

Così il ministro italiano a proposito della prima fase di contrasto alla minaccia rappresentata dal Califfato.

"Adesso — ha commentato Pinotti — mi pare ci sia molta più convinzione che il Daesh sia un nemico di qualsiasi consesso civile o configurazione di Stato che sia".

Poi, a proposito delle sempre più ricorrenti voci d'intelligence, che in questi giorni sono tornate a parlare della Libia come possibile prossima roccaforte del Califfato, Pinotti ha confermato il timore di crescenti infiltrazioni di Daesh in una situazione frammentata come quella attuale sullo scenario libico.

"Abbiamo bisogno di un Paese — ha detto a proposito il ministro — che abbia un governo unitario. Siamo disponibili a fare il necessario — ha ribadito ancora una volta un'esponente del governo italiano — per far arrivare una stabilizzazione in Libia". 

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ISIS, Roberta Pinotti, Libia
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