23:18 24 Settembre 2017
Roma+ 13°C
Mosca+ 10°C
    Combattenti del Daesh

    Che forma prenderà la coalizione anti-Daesh?

    © AP Photo/ Raqqa Media Center of the Islamic State group
    Mondo
    URL abbreviato
    Marina Tantushyan
    41544170

    In questi giorni tutte le principali cancellerie sono all’opera nel tentativo di costruire un’ampia coalizione per sconfiggere i terroristi di Daesh.

    François Hollande
    © AFP 2017/ PHILIPPE WOJAZER
    La settimana scorsa Putin e Hollande hanno deciso di creare una larga coalizione contro il Daesh. Dopodiché tutti principali paesi europei hanno iniziato a muoversi: il premier britannico David Cameron ha chiesto l'autorizzazione per i raid aerei, Cancelliera della Germania Angela Merkel ha deciso di inviare un Tornado e una nave da guerra, il capo del governo italiano Matteo Renzi a Parigi ha invece proposto di avviare iniziative militari comuni, una strategia globale contro il terrorismo.

    Il Presidente dell'IsAG Tiberio Graziani ha raccontato a Sputnik-Italia che forma prenderà questa nuova coalizione anti-Daesh.

    — Perché l'Europa ha iniziato a preoccuparsi della coalizione antiterroristica globale solo adesso? Daesh esiste già da parecchio tempo e l'Occidente in pratica poteva fare dei passi preventivi molto prima.

    -Per quanto riguarda l'offensiva contro Daesh, l'Unione Europea si è mossa con netto ritardo. Qui ci sono due fatti concomitanti — il primo è sostanzialmente correlato al tragico episodio di Parigi, il secondo — l'azione di intervento della Federazione Russa e i suoi raid contro Daesh. A questo punto l'UE non si è pronunciata in prima persona ma attraverso il Presidente francese Hollande che è diventato l'uomo del momento mettendo in ombra la Merkel.

    Hollande ha fatto veramente un grande tour de force andando a parlare con il Presidente Obama e poi con il Presidente Putin e cercando di ottenere un sostegno logistico da parte della Germania. Hollande anche incontrato con Renzi. Però la posizione dell'Italia al momento è una posizione molto prudenziale — l'Italia non intende a partecipare in maniera attiva alla soluzione militare proposta da Hollande. Questo potrebbe essere un problema anche se dobbiamo riconoscere che per quanto riguarda la situazione di guerra l'Italia non può farlo da punto di vista costituzionale, lo potrà forse fare all'interno di un ambito ONU o di NATO.

    -A Suo avviso, l'ampia coalizione nella creazione della quale sono impegnati oggi i leader mondiali sarebbe in grado di contrastare efficacemente il sedicente califfato islamico?

    -Sarebbe in grado di contrastare in maniera efficace se effettivamente se nell'ambito della coalizione se ci fosse più sincerità, se il cosiddetto fronte occidentale intrattenesse dei rapporti con la Federazione Russia sulla base della sincerità e la franchezza. Il nodo difficile da risolvere è la posizione di Assad. Chiaramente la Russia ha il suo pensiero riguardo il presidente siriano, mentre l'occidente capeggiato dagli Stati Uniti ha una posizione contraria.

    - Comunque, pensa che nell'Occidente hanno finalmente capito che la Russia non è un nemico ma un alleato?

    -Si, l'Occidente e le società civile delle varie paesi europei hanno ben compreso che la Federazione Russia è un alleato, però un alleato necessario. Per lunghi anni la Russia è stata in parte demonizzata sulla stampa occidentale e questo ha prodotto nella percezione degli europei un`immagine della Russia storta e ora gli europei si rendono conto che hanno bisogno della Russia. In questo caso però bisogna superare i vecchi cliché che sono stati per troppo tempo dati attraverso i media dipingendo Putin come un despota e uno zar. 

    -Quale ruolo, a Suo avviso, potrebbe svolgere la Russia in questa coalizione anti-Daesh tenendo presente la sua potenzialità militare e la sua ricca esperienza nella lotta contro il terrorismo?

    -Come sappiamo, per quanto riguarda il terrorismo interno in Cecenia e Dagestan, la Russia ha dato delle risposte nette e sostanzialmente ha controllato se non ha eliminato tutto il terrorismo in quelle arie. Bisogna anche ricordare che parecchi terroristi che sono ora inquadrati nel califfato provengono anche dalla Cecenia. Quindi, la Russia svolgerà un ruolo molto importante sia dal punto di vista strettamente militare ma anche dal punto di vista di intelligence. Sono i due elementi che possono non solo aiutare a colpire Daesh ma anche portare alla sua definitiva scomparsa ed eliminazione.

    -Il coinvolgimento di Mosca nella coalizione anti Daesh potrebbe portare alla rimozione del regime sanzionatorio nei confronti della Russia?

    -Questo un problema puramente politico in cui bisognerà interrogare i vari paesi-membri dell'Ue. È chiaro che l'Unione Europa e anche gli Stati Uniti dovranno negoziare con la Russia e con Putin per quanto che riguarda il dossier Ucraina.

    — Adesso si apre una fase particolare nelle relazioni internazionali. Quali scenari potrebbero evolversi dopo la creazione della coalizione anti-Daesh?

    -Il problema da risolvere è la partecipazione alla coalizione da parte della Turchia che ultimamente sponsorizzata molto dall'Unione Europea anche in termini economici per quanto riguarda il controllo delle frontiere. Però come abbiamo ben visto, la Turchia vuole giocare una sua propria partita nell'aria. La Turchia è un paese che tende l'egemonia regionale e in questo momento si trova in competizione con l'Iran. A punto per questo c'è certa laissez faire da parte della Turchia per quanto che riguarda i traffici degli armi, del petrolio che transitano attraverso il territorio turco e vanno in Siria. Quindi la Turchia diventa un problema e la sua posizione deve essere rivista nell'ambito della coalizione, ascoltando ovviamente anche il parere della Federazione Russa.

     

    Sputnik Italia, come tutti i siti Sputnik ed i progetti di MIA Rossiya Segodnya userà la denominazione Daesh al posto di "ISIS", come ha sottolineato il direttore Dmitry Kiselev. Daesh è l'abbreviazione in arabo della denominazione "Stato Islamico dell'Iraq e Levante". I terroristi non riconoscono questa formula, mentre da parte dei lettori Daesh non viene associato a nessuno stato e neanche all'Islam.

    Correlati:

    All’ONU approvata risoluzione anti-ISIS proposta dalla Francia
    Cameron al Parlamento: Raid in Siria contro l'ISIS
    La Russia reagirà all'abbattimento del caccia Su-24 con aumento raid contro ISIS
    Tags:
    Vladimir Putin, crisi in Siria, Coalizione USA anti ISIS, ISIS, Bashar al-Assad, David Cameron, François Hollande, Angela Merkel, UE
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik