00:44 21 Settembre 2018
Aquileia

Dal Bardo ad Aquileia, la cultura per sconfiggere il terrorismo

© Foto : Gianluca Baronchelli
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La lotta all'ISIS fa tappa in questo magnifico sito archeologico a un tiro di schioppo dalla frontiera slovena. E' qui, in questa che era la quarta città dell'Impero Romano nella penisola italica, porto fiorente e sbocco verso l'Europa dell'Est e i Balcani, che gli italiani sembrano voler cominciare la loro guerra alla violenza e all'estremismo.

Prende il via con "opere dal Museo di Tunisi" il progetto "Archeologia ferita". Dal prossimo 6 dicembre e fino al 31 gennaio 2016, grazie alla Fondazione Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo dall'efferatezza del terrorismo fondamentalista, per la mostra "Il Bardo ad Aquileia". Le opere dialogheranno con i manufatti aquilesi non solo a sottolineare i legami e i collegamenti che caratterizzavano il Nord Africa e l'Alto Adriatico in età romana, nell'ambito di una circolazione di culture e religioni che abbracciava l'intero bacino del Mediterraneo, ma anche a testimonianza di quanti si oppongono a questa nuova terribile iconoclastia che tenta di negare alla radice il dialogo interculturale e interreligioso.

Quando finirà tutto questo male? Haec olim meminisse iuvabit." Lettera di Giulio Carlo Argan a Pasquale Rotondi che sottrasse al saccheggio nazista opere inestimabili da Roma, Milano e Venezia tra cui "Lа Tempesta" di Giorgione

«Riteniamo sia oggi utile e doveroso valorizzare queste testimonianze importantissime alla luce di quello che accade intorno a noi — spiega Antonio Zanardi Landi, ex ambasciatore d'Italia a Mosca e ora presidente della Fondazione Aquileia,  - da qui l'idea della mostra che si inserisce in un ciclo più esteso denominato Archeologia ferita con il quale la Fondazione Aquileia, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, intende portare in successione e con cadenza semestrale ad Aquileia opere d'arte significative provenienti da musei e siti colpiti dai tragici attacchi del terrorismo fondamentalista».

Aquileia era nota per la felice coabitazione di comunità romane, giudaiche, alessandrine e greche e oggi, in questi giorni violenti segnati dall'attacco di Parigi e nel Mali, proprio da qui si vuole invitare a riscoprire la tolleranza che invece era uno dei fondamenti della storia dell'Europa, del Medio Oriente e dell'Africa Settentrionale. 

Per questo il progetto della mostra Aquileia ha ricevuto il caloroso sostegno del Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini; del Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni; della Presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani ed è stato accolto con entusiasmo dal Ministro della Cultura della Tunisia, Latifa Lakhdhar, dal Direttore dell'Istituto Nazionale del Patrimonio, Nabil Kallala e dal Direttore del Museo del Bardo, Moncef Ben Moussa.

L'obiettivo è quello di mantenere alta l'attenzione e la sensibilità verso il tema della distruzione di monumenti di eccezionale valore, eredità delle grandi civiltà del passato — e quindi della volontà di cancellazione della memoria della storia universale dell'Uomo. Lo sottolinea Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, nelle parole introduttive del catalogo: "La mostra non vuole solo ricordare un periodo di fertile convivenza tra le due sponde del Mediterraneo, ma si pone l'obbiettivo di far comprendere ai visitatori quanto la matrice culturale dei nostri paesi sia comune, vicina ed interconnessa, così come interconnessi sono problemi, difficoltà e prospettive di sviluppo economico e civile".

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Фото опубликовано Photography (@juliasphotosx) Ноя 7 2015 в 3:51 PST

Ad Aquileia dal prossimo 6 dicembre, e fino al 31 gennaio 2016, saranno esposti otto pezzi delle collezioni tunisine. Sperando che il messaggio del presidente tunisino Béji Caïd Essebsi, che assieme al presidente italiano Sergio Mattarella firma le prefazioni al catalogo, venga ascoltato in tutta Europa:

«Questo male del secolo chiamato terrorismo non ha patria. E' solo una conseguenza della mondializzazione, nonché una delle sue più abbiette espressioni. Di fronte al terrorismo, tutti i popoli, a Nord come a Sud, devono restare uniti. Dobbiamo essere uniti nel proteggere il nostro patrimonio comune e rendere il nostro mare Mediterraneo un anello di congiunzione e non un confine».

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cultura, Mostra, Tunisia, Italia
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