05:09 18 Luglio 2018
Presidente turco Recep Tayyip Erdogan (foto d'archivio)

“Abbattimento del jet russo è segno della disperazione di Erdogan in conflitto Siria”

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In un articolo per l'Indipendent l'esperto sul Medio Oriente Ranj Alaaldin analizza le possibili "ragioni politiche" dell'incidente avvenuto al confine turco-siriano ed esorta a "prestare attenzione" sulle vere motivazioni di Ankara.

Dietro la decisione della Turchia di abbattere l'aereo russo, che ovviamente non rappresentava alcuna minaccia per il Paese, potrebbe nascondersi una manovra diversiva, ritiene Ranj Alaaldin, l'analista dell'Independent ed esperto sul Medio Oriente.

Secondo Alaaldin, Erdogan è in preda alla disperazione: la politica del suo partito nei confronti della Siria negli ultimi quattro anni si è mostrata essere sbagliata.

Quando è iniziato il conflitto siriano, Ankara aveva sottovalutato la forza del regime di Bashar Assad ed aveva sostenuto i gruppi radicali islamici che volevano rovesciarlo. Allo stesso tempo la Turchia si è allontanata dall'Iran, osserva l'analista.

Quattro anni dopo è diventato chiaro che Assad è saldamente al potere in Siria e il suo regime avrà un ruolo chiave nella risoluzione del conflitto siriano.

Secondo l'analista, Assad e i suoi alleati godono ora non solo del sostegno della Russia, ma in aggiunta la comunità internazionale non richiede più lo scioglimento del regime siriano, ma si è ora focalizzata sulla lotta contro i gruppi radicali, come lo "Stato Islamico". L'Iran è diventato un giocatore chiave nella regione, che l'Occidente oramai non può più ignorare.

Per Erdogan questo riposizionamento dell'Occidente è un ostacolo importante, osserva l'analista: il lungo sostegno ai gruppi islamici radicali come il "Fronte Al-Nusra" e "Ahrar al-Sham" diverrebbe uno spreco di tempo e risorse.

Allo stesso tempo, secondo l'autore, Ankara conduce una violenta campagna per eliminare i curdi. Recentemente hanno dimostrato di essere un alleato affidabile dell'Occidente in Siria ed hanno istituito una regione autonoma, che ha contribuito a far rinascere il nazionalismo curdo in Turchia a dispetto di Ankara.

"La Turchia non è interessata ad una soluzione pacifica del conflitto siriano, che attualmente stanno discutendo le superpotenze mondiali. In preda alla disperazione, cerca di nuovo di concentrarsi sul regime di Assad, cercando in questo modo di compensare i suoi danni in Siria e i fallimenti geopolitici," — evidenzia Alaaldin.

Proprio per questo la decisione di abbattere un aereo russo potrebbe contenere "ragioni politiche", dice l'esperto, mettendo in risalto che il bombardiere russo Su-24 non rappresentava alcuna minaccia per la Turchia.

Per Erdogan potrebbe essere "un utile diversivo" che in particolare lo aiuterebbe a rafforzare la sua campagna militare contro i curdi. L'analista nota che questa tattica di Ankara nel lungo termine mina le possibilità di pace in Siria ed influisce negativamente sui tentativi dell'Occidente di sconfiggere ISIS.

"La Turchia ha per molti anni permesso ai jihadisti di prosperare: quindi attenzione alle vere ragioni per cui l'aereo russo è stato abbattuto," — sottolinea l'analista.

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Politica Internazionale, Geopolitica, Curdi, jet abbattuto in Siria, Abbattimento jet russo, Al Nusra, ISIS, Aviazione, Recep Erdogan, Bashar al-Assad, Medio Oriente, Iran, Russia, Turchia
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