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    Obama e Putin al G20

    G20, Obama e Putin uniti contro l'ISIS?

    © AP Photo/ Kayhan Ozer
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    Tatiana Santi
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    Che cosa cambierà dopo il G20 di Antalya in Turchia? Tutti gli occhi erano puntati sul faccia a faccia tra Putin e Obama, c'è chi parla di disgelo, chi di una svolta nei rapporti bilaterali russo-americani.

    Una cosa è chiara, il nemico comune è l'ISIS e forse sarebbe già ora di creare una vera coalizione congiunta alla Russia. Agire con strategie individuali con il rischio addirittura di abbattersi gli aerei a vicenda non può risultare efficace. Lo Stato Islamico perde colpi sul suo territorio e con gli attentati di Parigi lancia una controffensiva. È guerra, va ammesso.

    Sergio Romano, ex Ambasciatore d'Italia a Mosca, editorialista del Corriere della Sera
    © Foto: fornita da Sergio Romano
    Sergio Romano, ex Ambasciatore d'Italia a Mosca, editorialista del "Corriere della Sera"

    "È sul terreno che si combatte e si vince l'ISIS. Se vogliamo vincere questa guerra tutti i nemici dell'ISIS devono essere alleati". Questa è l'opinione espressa in un'intervista a Sputnik Italia da Sergio Romano, editorialista del "Corriere della Sera", scrittore e diplomatico, che dal 1985 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Ambasciatore d'Italia a Mosca.

    — Secondo lei l'incontro bilaterale tra Putin e Obama ai margini del G20 porterà ad un'azione comune in Siria?

    — Mi sembra che ci siano le condizioni, anche perché abbiamo assistito nel corso delle ultime settimane a una progressiva evoluzione della politica estera americana. Ho l'impressione che abbia finito per prevalere la tesi del segretario di Stato Kerry, che in fondo era già da tempo convinto della necessità di riallacciare un rapporto concreto con la Russia.

    — Renzi al G20 ha voluto ribadire che l'Italia da tempo svolge il ruolo di mediatore tra Stati Uniti e Russia. Come commenterebbe il faccia a faccia tra Renzi e Putin?

    — Conoscevamo le posizioni italiane e la posizione di Renzi in particolare. Nelle scorse settimane questa posizione non ha avuto molto spazio per farsi notare. Sì, l'Italia sperava che le cose evolvessero, ma non c'è stata la possibilità di agire in questo senso. Adesso questa possibilità esiste, perché il clima è cambiato, gli avvenimenti di Parigi hanno reso la necessità di una coalizione organica in Siria e in Iraq ancora più decisa. Ora c'è più spazio per la politica che Renzi avrebbe voluto fare e che fino adesso non era riuscito.

    — Secondo lei dopo gli attentati di Parigi e i colloqui del G20 la lotta all'Isis cambierà?

    — Tutto dipende dal modo in cui sapremo interpretare gli avvenimenti di Parigi. Se daremo loro un'interpretazione sbagliata, cioè se ci limiteremo a pensare ad un'irrazionale comportamento di un'entità terroristica, che bisogna combattere a tutti i costi senza avere le idee chiare sulle ragioni degli attentati, non riusciremo mai ad avere una strategia coerente. Gli attentati di Parigi fanno parte della guerra, sono un contrattacco, una controffensiva dell'ISIS, che stava perdendo molte posizioni sul terreno. L'Isis ha quindi portato l'offensiva sul fronte interno di uno dei maggiori Paesi occidentali, oltretutto quello che ha la maggiore comunità musulmana.

    Questo ci dovrebbe indurre a trarre delle conclusioni giuste. Se l'Isis sta perdendo la guerra sul terreno e questo lo spinge ad agire come ha fatto a Parigi, vuol dire che noi dobbiamo continuare la guerra sul terreno in modo ancora più decisivo ed efficace. È sul terreno che si combatte e si vince l'Isis.

    — Vedremo secondo lei una coalizione congiunta alla Russia, che potrebbe avere un ruolo importante in questa guerra?

    — Se si giunge alla conclusione che questa è una guerra da combattere sul terreno, si capisce che quando l'Isis perde posizioni sul campo perde anche la sua influenza. Si capisce che bisogna combattere sul terreno in modo più efficace e non lo si può fare con strategie individuali, mettendo in difficoltà alcuni dei membri potenziali di una coalizione efficace. Se vogliamo vincere questa guerra, tutti i nemici dell'Isis devono essere alleati.

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    Vertice G20, Barack Obama, Vladimir Putin, Sergio Romano, USA, Turchia
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