20:42 31 Ottobre 2020
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Così l’Europa smonta il piano migranti dell’Ue.

La Commissione europea ha autorizzato il ripristino temporaneo dei controlli dei confini in Svezia e l'estensione dei controlli alle frontiere della Germania, per contenere l'afflusso di richiedenti asilo.

I controlli ai confini svedesi sono stati riattivati ieri sera alle 21 in alcuni porti del sud e dell'ovest del Paese e al ponte Öresund che collega la Svezia alla Danimarca.

La sospensione degli accordi di Schengen è stata motivata "dagli inattesi flussi migratori, che — secondo il governo svedese — rappresentano una seria minaccia all'ordine pubblico".

Il provvedimento dell'esecutivo svedese è stato deciso dopo che le stime avevano previsto il numero record di 190mila arrivi nel 2015, il doppio rispetto a quelli precedentemente ipotizzati.

La Svezia, si legge in una nota del governo, non è più in grado di offrire "un riparo e un'assistenza adeguata ai rifugiati", soprattutto in vista del lungo e gelido inverno. Tutti i centri di accoglienza sono stracolmi e il ministero dell'Interno ha ammesso che le forze di polizia "non possono più garantire la sicurezza".

Per Bruxelles la temporanea reintroduzione dei controlli alle frontiere fra gli Stati membri dell'area è "una possibilità eccezionale esplicitamente prevista" dagli accordi di Schengen per un periodo temporale massimo di sei mesi nei casi di "grave minaccia alle politiche pubbliche o alla sicurezza interna".

La Svezia è il quinto Paese europeo che ripristina i controlli ai confini in seguito all'emergenza migranti che ha colpito l'Europa. 

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Migranti, profughi, rifugiati, Trattato di Schengen, chiusura delle frontiere, Relocation dei profughi, Crisi dei migranti, Schengen, Svezia
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