19:21 30 Novembre 2020
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Sale a 43 il tragico bilancio delle vittime della doppia esplosione che ieri ha colpito il quartiere di Hezbollah nella capitale libanese. Lo Stato Islamico: siamo stati noi.

Autoambulanza a Tunisia
© AP Photo / Zoubeir Souissi
E' di almeno 43 vittime e oltre 230 feriti, di cui molti in condizioni critiche, il bilancio ufficiale del duplice attentato che ieri a colpito Beirut. A comunicarlo è stato in queste ore il ministero della Sanità libanese, mentre fonti di polizia hanno confermato che le due forti esplosioni che hanno interessato il quartiere di Burl el Barajneh della capitale libanese, sono state provocate da due attacchi kamikaze. Sul luogo dell'eccidio gli inquirenti locali hanno rinvenuto il corpo di un terzo uomo con addosso altri ordigni rimasti inesplosi.

Poche ore dopo l'attentato, avvenuto in un quartiere dove la presenza di Hezbollah, movimento libanese al fianco del presidente Assad nella lotta allo Stato Islamico, è molto forte è arrivata la rivendicazione proprio da parte ISIS.

Secondo quanto riferito da Site, organizzazione che si occupa del monitoraggio della galassia jihadista online, con un comunicato apparso sul web Lo Stato Islamico ha avocato a sé la paternità dell'attacco, specificando la dinamica con cui il commando kamikaze è entrato in azione: una motocicletta imbottita di esplosivo per colpire la folla di sciiti a Burj el Barajneh.

"Mentre la gente accorreva a soccorrere le vittime della prima esplosione un altro cavaliere del martirio — si legge nel comunicato — si è fatto esplodere con una cintura esplosiva provocando un elevato numero di vittime". 

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Tags:
jihad, jihadista, Terrorismo, Attentato suicida, Attentato, ISIS, Libano
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