08:24 16 Luglio 2018
Segretario di Stato USA John Kerry

Accordo sul clima, Usa contrari a obiettivi vincolanti

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Replica della Francia sulla necessità di concludere a Parigi un trattato vincolante sulla riduzione delle emissioni di C02.

Solo il 10 novembre il segretario di Stato Usa, John Kerry, aveva ribadito in un lungo intervento alla Old Dominion University, davanti alle forze armate statunitensi,  che "il cambiamento climatico e la sicurezza sono strettamente legati". Già all'Earth Summit dell'Onu, tenutosi a Rio de Janeiro nel lontano 1992, aveva raccontato Kerry, "la richiesta d'interventi in materia d'inquinamento ed energia pulita venivano non solo dagli attivisti ambientali, ma anche da scienziati e imprenditori del settore privato. Oggi, aveva concluso il segretario di Stato, gli americani che sostengono l'azione sul cambiamento climatico provengono da tutti i ceti sociali". Pertanto, aveva assicurato Kerry, un forte impegno degli USA per un futuro prospero, pulito e al sicuro dalle distruzioni climatiche è necessario.

Passano appena 24 ore e lo stesso Kerry in un'intervista al  Financial Times annuncia che la COP21 di Parigi, che inizierà tra 18 giorni, non approverà un trattato vincolante, come tutti ormai credevano e in moltissimi speravano.

Secondo Kerry, il tanto annunciato accordo di Parigi "di certo non sarà un trattato", ma un documento che conterrà misure che porteranno a "significativi investimenti" per un'economia più pulita senza obiettivi "di riduzione legalmente vincolanti come quelli di Kyoto", il protocollo del 1997 che la COP 21 dovrebbe superare e che gli USA non hanno mai firmato, pur distinguendosi in continui tentativi di demolirlo.

Si rafforzano quindi i sospetti dei Paesi del G7 + Cina e dei piccoli Stati insulari, che chiedono di fermarsi a + 1,5° C, secondo i quali le grandi potenze industriali occidentali danno già per scontato il superamento della soglia dei 2° C e si stiano preparando a scaricare sui Paesi in via di sviluppo il peso della catastrofe ambientale planetaria prossima ventura, magari mitigandola con sostanziosi, anche se non certi, aiuti economici e qualche palliativo tecnologico.

Una risposta alla scommessa pericolosa avanzata da Kerry giunge quindi dalla Francia. Concludere la conferenza di Parigi sul clima con un accordo non vincolante, secondo il presidente Francois Hollande, "vorrebbe dire non poter verificare o controllare gli impegni presi", pur comprendendo che gli Stati uniti hanno dei "problemi con il loro Congresso, cosa che è perfettamente legittima".

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accordo, clima, Ambiente, John Kerry, USA
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