02:30 19 Ottobre 2018
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Le prime pagine italiane del 10 novembre

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Il mainstream italiano oggi fa girare le lancette del tempo verso il passato e comunica un clima di Guerra Fredda (senza verifiche).

"Doping di Stato" è l'unico titolo che riecheggia nel mainstrean di Casa Italia stamani da un'edicola all'altra, dalla tv alla rete. Come scrive Vittorio Zucconi su La Repubblica "mancavano l'accusa di doping di Stato e la richiesta di cacciare la Russia dal paradiso a cinque cerchi per riportare le lancette della nuova Guerra Fredda ancora più indietro nel tempo". Nel resoconto della vicenda, l'inviato da Mosca, Nicola Lombardozzi, racconta di "un'accusa senza precedenti lanciata dalla Waa, l'agenzia mondiale antidoping: Mosca ha barato sui test di centinaia di atleti sabotando le più importanti manifestazioni internazionali a cominciare dalle olimpiadi di Londra 2012." 

Per il Corsera è "Doping russo, affare di Stato". Secondo l'analisi di Paolo valentino, riportata nella prima pagina del quotidiano di Via Solferino, "Vladimir Putin subisce un grave colpo d'immagine". La Stampa commenta il giudizio dell'agenzia Wada di "sospendere il Paese dalle competizioni per due anni" con il titolo "Bufera sulla Russia. Laboratori ombra protetti dai servizi segreti: test distrutti, esami alterati."

Anche per il quotidiano romano Il Messaggero identico titolo d'apertura. In prima pagina un'editoriale di Gianfranco Teotino ricorda la Ddr. "coinvolti anche gli agenti segreti".

Il Giornale riporta la replica di Mosca: "Attacco politico". Oscar Leni spiega che "per il Cremlino si tratterebbe dell'ennesimo attacco internazionale alla politica del presidente russo".

Dinanzi a questo panorama unilaterale, la scelta anomala de Il Manifesto che pubblica un editoriale a firma di Manlio Dinucci. Il giornalista cita l'intervento di Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, in cui afferma che "nelle indagini che ho fatto sulle stragi, da quella di Pizza Fontana a quelle di Capaci e di via d'Amelio, si è accertato che l'esplosivo utilizzato veniva dalle basi Nato". L'articolo è a pagina 14.

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sport, doping, WAA
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