10:00 17 Agosto 2017
Roma+ 24°C
Mosca+ 19°C
    Matteo Renzi

    Renzi in visita a Riyad, gli affari non sempre leciti

    © AFP 2017/ Yoshikazu TSUNO
    Mondo
    URL abbreviato
    0 76536

    Mentre il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, partecipa alla cerimonia d'inaugurazione dell'ultimo tratto della metropolitana di Riyad, in Italia i pacifisti tengono alta l'attenzione sul mercato delle armi.

    Salman bin Abdulaziz Al Saud, il re dell'Arabia Saudita.
    © East News/ Abd Rabbo Ammar
    Salman bin Abdulaziz Al Saud, il re dell'Arabia Saudita.
    Giunto ieri a Riyad, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, prima dell'incontro con il re Salman bin Abdulaziz al Saud, ha visitato stamani il cantiere della metropolitana della capitale saudita, realizzata da un consorzio internazionale guidato dal gruppo italiano Salini Impregilo.

    L'opera, a cui ha partecipato anche Ansaldo STS, ha un valore stimato intorno ai 6 miliardi di dollari e riveste un ruolo fondamentale per la viabilità della città, considerato la popolazione di Riyad è destinata ad aumentare dagli attuali 6 milioni di abitanti a 8 milioni nel 2030.

    Insieme a Renzi hanno preso parte alla delegazione anche il Ceo di Salini Impregilo, Pietro Salini, l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e l'ad di Finmeccanica, Mauro Moretti.

    Parlando ai giornalisti a margine della cerimonia d'inaugurazione dell'ultimo tratto della  metropolitana, il premier Matteo Renzi ha precisato: "Lo sforzo del governo è quello di rimettere l'Italia nel suo posto nel mondo".

    In Italia però non tutti la pensano come il premier.

    "La visita ufficiale del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, all'Arabia Saudita — dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia — costituisce un'occasione per esprimere da parte del nostro Paese una chiara condanna delle violazioni dei diritti umani perpetrate da anni dalle autorità saudite. Ci auguriamo, inoltre, che il capo del governo accolga i nostri reiterati appelli per istituire una commissione d'inchiesta internazionale sui crimini di guerra commessi in Yemen e dichiari una sospensione dei trasferimenti di sistemi militari italiani che alimentano da mesi questo conflitto".

    Secondo Giorgio Beretta, dell'Osservatorio Permanente sulle armi leggere e le politiche di difesa e sicurezza di Brescia,

    "la scorsa settimana è partito dall'aeroporto di Cagliari Elmas un cargo Boeing 747 che ha portato tonnellate di bombe italiane alla base militare della Royal Saudi Armed Forces di Taif. Con ogni probabilità si tratta di una nuova fornitura di bombe dell'azienda tedesca RWM Italia fabbricate a Domusnovas in Sardegna che prosegue le spedizioni degli ultimi anni. Sappiamo che ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall'Italia, come le bombe MK84 e Blu109, sono stati ritrovati in diverse città dello Yemen bombardate dalla coalizione saudita: il nostro Ministero degli Esteri non ha mai smentito che le forze militari saudite stiano impiegando anche ordigni prodotti in Italia in questo conflitto e non ha mai risposto alle interrogazioni riguardo alle forniture di armamenti al governo di Riad".

    Correlati:

    Renzi in visita ufficiale in Arabia Saudita
    Renzi a Cuba, l'incontro con Raul Castro
    Renzi oggi in Colombia, domani a l'Havana
    Renzi in Perù: Italia è tornata, le cose cambiano
    Dal Cile a Cuba, Renzi e le imprese italiane in Sudamerica
    Tags:
    metropolitana, Visita, Finmeccanica, Salini Impregilo, ENI, Giorgio Beretta, Riccardo Noury, Mauro Moretti, Claudio Descalzi, Pietro Salini, Il re Salman bin Abdulaziz Al Saud, Matteo Renzi, Arabia Saudita, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik