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13:02 25 Agosto 2019
Rogo di Odessa (foto d'archivio)

Europa minaccia Kiev per le violazioni nelle indagini sulla strage di Odessa e su Maidan

Agentur Odessa-Media
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Un diplomatico europeo ha messo in guardia Kiev dalle conseguenze a cui andrà incontro se non terrà conto delle osservazioni degli esperti del Consiglio d'Europa in merito alle indagini sulla tragedia di Odessa e sui fatti di sangue di Maidan.

L'Ucraina rischia una condanna internazionale e procedure giurisdizionali se non terrà conto delle considerazione delle osservazioni del gruppo consultivo del Consiglio d'Europa in merito alle indagini sui crimini di Maidan e di Odessa, ha ammonito il direttore del dipartimento sui Diritti Umani e rappresentante speciale del Consiglio d'Europa in Ucraina Christos Dzhakomopulos in un'intervista al settimanale ucraino "Zerkalo Nedeli" ("Specchio della Settimana").

Ha sottolineato che le carenze rilevate dal pool di esperti violano la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Pertanto, secondo il diplomatico, le autorità di Kiev devono tener conto delle osservazioni del gruppo consultivo internazionale ed intraprendere azioni correttive, ove possibile.

Se Kiev ignorerà le considerazioni degli esperti, il governo ucraino dovrà risponderne al Corte europea dei diritti dell'uomo, ha sottolineato Dzhakomopulos.

"Lo scopo del rapporto non è imporre qualcosa, ma avvertire le autorità che la riluttanza alla fine porterà a delle violazioni che saranno esaminate in tribunale. In questo caso il governo ucraino e l'Ucraina come Stato e soggetto del diritto internazionale, verranno giudicati per violazioni dei diritti umani in due casi importanti: sui fatti di sangue di Maidan e di Odessa. Penso che sia una responsabilità politica del governo ucraino evitare tali processi," — ha evidenziato Christos Dzhakomopulos.

Il gruppo consultivo del Consiglio d'Europa, dopo aver analizzato il comportamento delle autorità ucraine nelle indagini sui fatti di Odessa del 2 maggio 2014, ritiene che le carenze nell'inchiesta abbiano indebolito la capacità delle autorità di assicurare i colpevoli alla giustizia.

Decine di attivisti del movimento Antimaidan rimasero uccisi il 2 maggio 2014 a seguito di un incendio doloso nella Casa dei Sindacati, data alle fiamme dai militanti del movimento ultranazionalista ucraino "Pravy Sektor" e dai suoi sostenitori. Secondo gli ultimi dati, 48 persone sono rimaste uccise, mentre 214 sono stati i feriti. Tuttavia, secondo alcune fonti, ancora 48 risultano disperse.

Tags:
Maidan, Giustizia, Diritti Umani, governo, Unione Europea, Christos Dzhakomopulos, Odessa, UE
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