17:25 26 Ottobre 2020
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La Commissione europea è solidale con la Svezia che insiste sulla relocation dei profughi, scrive oggi il quotidiano Dagens Nyheter. Secondo il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, Svezia merita di essere aiutata.

Il governo della Svezia oggi invia alla Commissione europea una richiesta di relocation dei richiedenti asilo.

Ieri il primo ministro svedese Stefan Lofven ha incontrato Donald Tusk, il quale gli ha assicurato il suo pieno sostegno.

"Quest'anno la Svezia può ospitare 190 000 profughi, sebbene il paese abbia meno di 10 milioni di abitanti. Ciò dimostra la generosità e la solidarietà del popolo svedese, ma significa anche delle grandi sfide. Vi siete meritati l'aiuto, compreso da parte delle istituzioni europee" — cita DN le parole pronunciate da Tusk nel corso della conferenza stampa dopo l'incontro con il premier della Svezia.

Stefan Lofven si è limitato a ripetere quello che sta dicendo da alcune ultime settimane: la Svezia non è in grado di ospitare regolamente la quantità dei profughi che sta accogliendo adesso.

Il numero dei richiedenti asilo in Svezia continua a crescere. Non si tratta più di integrarli nella società svedese, ma semplicemente di trovare un posto dove ospitarli. La notte scorsa il servizio d'Immigrazione svedese era pronto ad accomodare i profughi nel suo ufficio di Norrköping. Alla fine non è stato necessario, "ma se dovremo scegliere tra questo e una notte nella strada, la nostra scelta sarà ovvia", ha detto Pia Hurskainen Dure del servizio d'Immigrazione in un'intervista all'emittente P4 Östergötland.

A partire da gennaio di quest'anno il servizio d'Immigrazione ha dovuto assumere circa 2000 nuovi dipendenti, aumentando gli organici fino a 7000 persone.

In totale devono essere ridistribuiti 160000 migranti, di cui 54000 provengono dall'Ungheria, la quale però non vuole partecipare alle quote. In questo caso Svezia vorrebbe accedere a una parte della quota dell'Ungheria.

Fino a questo momento il sistema delle quote ha dimostrato un'efficienza assai scarsa. Dalla Grecia e Italia sono state spedite in altri paesi soltanto 116 persone. Secondo Donald Tusk, nella fase iniziale il processo è stato lento, perché molti paesi "non hanno esperienza di situazioni di emergenza".

Ha funzionato poco anche l'idea di persuadere i profughi a recarsi in altri paesi piuttosto che in Germania e Svezia.

Ieri la Commissione europea ha comunicato che soltanto 15 dei 28 membri dell'Unione Europea sono disposti ad accogliere i profughi nell'ambito del sistema di relocation in base alle quote.

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Relocation dei profughi, Svezia
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