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    Nuove alleanze crescono nel Mare cinese meridionale

    © AFP 2017/ Mandel NGAN
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    Tokyo approva le azioni intraprese dagli Usa nel Mare cinese meridionale e avvalla la libertà di navigazione nelle stesse acque in cui la Cina rivendica da anni l'utilizzo esclusivo.

    Pechino rivendica la sovranità sulle isole Parcels e Spratyls nel Mare cinese meridionale, oltre alle isole Senkaku/Diaoyu nel Mare cinese orientale, da molti anni. Il controllo delle isole e delle relative Zone economiche esclusive è stato definito di recente da Pechino un core interest, un interesse fondamentale del Paese. In precedenza, il core interest era indicato da Pechino solo per il Tibet, lo Xinjiang e Taiwan, zone considerate strettamente legate alla sovranità e all'indivisibilità territoriale.

    Ma, sui core interest, Pechino considera ogni ingerenza straniera un'intromissione nei propri affari interni.

    La contesa con gli Stati confinanti riguarda diversi aspetti. In primo luogo, recentemente è stata scoperta l'esistenza di notevoli giacimenti di idrocarburi. Pechino afferma infatti che il Mare cinese meridionale potrebbe contenere riserve di petrolio equivalenti a quelle dell'Arabia Saudita. Inoltre, l'area è uno snodo cruciale per le comunicazioni e per il commercio, tanto che nella zona compresa tra Taiwan e lo stretto di Malacca transita il 40% del commercio mondiale.

    Gli Usa ribadiscono però la libertà di navigazione nel Mare cinese meridionale. E nel farlo, trovano l'appoggio del Giappone.

    Il quotidiano nipponico Asahi riferisce dell'incontro avvenuto ieri a Subang, in Malesia, ai margini di un meeting dei ministri della Difesa di dieci Paesi della regione del Pacifico, tra il segretario degli Usa, Ashton Carter e il ministro della Difesa giapponese, Gen Nakatani.

    Il ministro giapponese ha potuto così confermare pubblicamente e ufficialmente il sostegno di Tokyo alle azioni intraprese dagli Usa, con il recente invio di una nave militare nel Mare cinese meridionale.

    Le parole di Nakatani seguono un comunicato diffuso la scorsa settimana dal governo giapponese, secondo il quale il transito dell'incrociatore Uss Lassen a sole 12 miglia nautiche dalle isole Spratly non costituirebbe una violazione del diritto internazionale, sebbene la Cina rivendichi l'utilizzo esclusivo delle acque territoriali fino a 200 miglia dalla costa. 

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    Tags:
    Ashton Carter, Gen Nakatani, Mar Cinese, Giappone
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