10:12 21 Settembre 2018
Obama al telefono

Obama ti chiama, Erdogan rispondi!

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Una telefonata allunga la vita, si diceva in un vecchio spot tv. Non sempre è così però. Nel caso di Usa e Turchia, le ultime comunicazioni telefoniche tra Obama e Erdogan constatano la crisi del rapporto di alleanza fra i due stati. Oggetto del contendere, la Siria.

L'ultima telefonata del presidente americano Barack Obama al presidente della Turchia Recep Tayip Erdogan ha confermato una volta di più che la politica estera turca, specialmente in Siria «sta a zero», scrive il giornale turco Zaman.

«La situazione è davvero seria. Ankara vede come una minaccia per i propri interessi sia Assad, sia il partito dell' «Unione Democratica» e le divisioni della difesa popolare unite al partito dei lavoratori del Kurdistan. Il sostegno militare ad una di queste minacce arriva direttamente da un «partner strategico» della Turchia ad Oriente, vale a dire la Russia, mentre all'altra (minaccia) arriva dal suo partner strategico ad Occidente, nelle vesti degli USA» — scrive il giornale turco.

Recep Tayyip Erdoğan e Barack Obama
© AP Photo / Charles Dharapak
Recep Tayyip Erdoğan e Barack Obama

Negli ultimi tempo Ankara si trova nella morsa di due forze globali ed ha iniziato a dare segni di insofferenza in maniera sempre più chiara. Gli ambasciatori di USA e Russia ad Ankara sono stati convocati — separatamente — dal ministero degli Esteri della Turchia, ed a loro è stata trasmessa la reazione del governo di Erdogan. Simili gesti testimoniano seri problemi nelle relazioni tra i paesi chiamati in questione.

L'amministrazione degli USA non può non sapere che molti guerriglieri curdi partecipano agli attacchi contro le forze governative in Turchia e contro l'ISIS in Siria, eppure fanno finta di niente, perchè questo non risponde ai loro scopi, si legge nell'articolo. Per vincere la guerra contro l'ISIS in Siria gli USA si avvalgono dell'aiuto di un gruppo militare, quello curdo, che il loro alleato turco considera una propria minaccia.

Ankara invece, per provare a vincere la guerra contro Assad, senza sporcarsi le mani, ha aiutato gruppo che gli USA considerano terrorista — basta ricordarsi i camion turchi fermati per il trasporto di armi.

Insomma, pur di vincere la partita in Siria, dove la Russia appare padrone del campo, sia la Turchia, sia gli USA, non si fanno scrupoli, ma dispetti a vicenda, del tutto incompatibili con l'idea di alleanza e lo status di alleati.

Articolo originale pubblicato sul sito What they say about USA.

 

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Recep Erdogan, Barack Obama, Siria, Turchia, USA
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