20:19 18 Ottobre 2018
Esercitazioni militari

“USA incrementano attività nell'Artico per paura di rimanere fuori dai giochi”

© Sputnik . Igor Ageyenko
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Gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto gli altri Paesi, in particolare alla Russia, in termini di presenza militare nell'Artico e nella “conquista” della regione. Secondo l'analista politico Leonid Krutakov, questa situazione potrebbe privare Washington del suo ruolo guida nel mondo.

L'Artico interessa sempre più alla Casa Bianca. Le forze navali americane hanno iniziato a prestare maggiore attenzione alla regione nella pianificazione e nella condotta delle operazioni. Questo interesse di Washington è legato alla nuova politica di sicurezza degli Stati Uniti in questa parte del mondo.

Secondo i politici e gli analisti americani, gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto gli altri Paesi, in particolare alla Russia, non solo in termini di presenza militare nella regione artica, ma anche nell'appropriazione delle sue risorse. In precedenza Washington aveva messo fine ai programmi artici delle compagnie petrolifere nazionali e i media occidentali avevano riferito che Washington stava ritirandosi dall'Artico. Tuttavia la situazione sta cambiando, osserva il politologo e saggista Leonid Krutakov.

"Washington non è in grado di andarsene dall'Artico, come gli altri Paesi, perchè la regione è l'ultimo pozzo inesplorato e non sviluppato di riserve di petrolio nel mondo. Secondo gli esperti, circa il 30-40% delle riserve mondiali di petrolio e gas si trovano in questa regione. Andarsene da qui significherebbe privarsi del mondo del futuro",

ha detto Leonid Krutakov su "Radio Sputnik".

La ripresa dell'interesse degli Stati Uniti verso la regione, secondo l'esperto russo, è legata ai prossimi cambiamenti nella fisionomia del mercato petrolifero.

"Gran parte della piattaforma artica appartiene alla Russia, vaste riserve appartengono alla Russia, come hanno mostrato il pozzo " Universitetskaya" e il giacimento scoperto nel Mare di Kara "Pobeda". Questo cambia radicalmente la fisionomia del mercato: è chiaro che si svilupperà il "passaggio a nord-est", mentre i compratori chiave saranno nella regione asiatica. Gli Stati Uniti, quando hanno imposto le sanzioni sulle nostre compagnie petrolifere e sul nostro sistema bancario, tenevano a mente soprattutto la strategia per il futuro. Perché ora controllano il mercato del petrolio, ma con il cambio della struttura e con la transizione verso nuovi Paesi leader nel settore del gas e petrolifero come l'Iran e la Russia, cambierà tutto. Gli Stati Uniti rimarranno fuori dai giochi. Naturalmente non vogliono che il dollaro perda il suo valore e che Washington perda la sua leadership e il suo status nel mondo," — ha notato l'analista.

Secondo Krutakov, l'Artico è un driver dell'economia globale e la lotta per questa regione proseguirà.

"Nel mondo la Russia è in testa nella corsa alla regione artica, è così storicamente fin dai tempi dell'Unione Sovietica. E' molto difficile superarci in questa corsa verso nord. Ogni rublo o dollaro investito nello sviluppo dell'Artico, ripagherà 15 volte tanto in diversi settori. Pertanto l'Artico, in linea di principio, è il motore dell'economia globale del futuro, per questo si lotta così per esso," — ha detto Leonid Krutakov.

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presenza militare USA, Artico, USA
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