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    Migranti al confine serbo-ungherese

    UE non ha soldi per contenere il flusso dei profughi

    © REUTERS/ Marko Djurica
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    Il recente vertice europeo aveva deciso di erogare 2,3 miliardi di euro, ma in realtà l’UE è riuscita a racimolare meno di 500 milioni. Il flusso dei profughi intanto continua a crescere.

    La settimana scorsa soltanto in Slovenia sono arrivate quasi 60 mila persone. In Croazia, tra i profughi sistemati nel campo di accoglienza di Opatovac, al confine con la Serbia, c'è persino una donna centenaria.

    Domagoj Djigumovic, portavoce della polizia croata, ha confermato che tra i profughi c'è la cittadlina afgana Bibihal Mirzai di 105 anni.

    Secondo il portavoce, la donna è entrata nel paese martedì dal territorio della Serbia. "Insieme ad altri 15 componenti della sua famiglia, la donna ha lasciato l'Afghanistan per cercare una vita migliore in Svezia", — ha detto Djigumovic. Dopo la registrazione la donna e la sua famiglia potranno lasciare il campo dei profughi e continuare il viagio.

    Martedì sera la polizia della Croazia ha comunicato che in questo momento nel campo di Opatovac si trovano 1798 persone. In tutto, da quando è iniziata la crisi dei migranti, attraverso la Croazia sono transitati 266 265 profughi. Per la Croazia la crisi è cominciata il 15 settembre, giorno in cui l'Ungheria chiudeva la frontiera con la Serbia, spostando così il flusso dei migranti in direzione della Croazia.

    Su questo sfondo i politici stanno cercando di dire la loro. Per esempio, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha dichiarato che l'attuale situazione minaccia l'esistenza dell'Unione Europea.

    "La crisi dei migranti che l'Europa sta vivendo è forse il problema più grave degli ultimi decenni. Credo che possa far vacillare le basi dell'Unione Europea, cancellando i nostri successi, in particolare gli accordi Schengen", — ha detto Donald Tusk.

    Sono minacciati anche i cosiddetti valori europei. Il Belgio vuole obbligare i profughi a mettersi una tesserina identificativa. Le organizzazioni dei diritti umani hanno già duramente criticato questa intenzione. Gli attivisti fanno ricordare che i segni di riconoscimento per "razze inferiori" si usavano nella Germania nazista.    

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    Crisi dei migranti, Unione Europea
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