Widgets Magazine
15:18 18 Settembre 2019
Segretario Difesa USA Ashton Carter

Usa verso l'aumento della pressione militare in Siria e Iraq

© AP Photo / Manuel Balce Ceneta
Mondo
URL abbreviato
18136
Seguici su

Richiesti da Carter, capo del Pentagono, più raid aerei e una forza speciale sul territorio.

Il capo del Pentagono, Ash Carter, durante un'audizione alla Commissione militare del Senato Usa, ha delineato i possibili cambiamenti dell'amministrazione Obama nella lotta all'Isis in Iraq e in Siria, seguendo un nuovo approccio, definito "le tre R": Raqqa, Ramadi, raid aerei. Due avamposti da conquistare e cacciabombardieri da inviare.

Quest'approccio riflette le preoccupazioni dei principali consiglieri di Obama,  tra i quali il segretario di Stato, John Kerry: la battaglia in Iraq e in Siria per gli Usa è ad un punto morto ed è necessario anche per gli Stati Uniti dare nuovo impulso alla battaglia contro il Califfato, intensificando il coinvolgimento militare in Iraq, Siria e Afghanistan.

Secondo il Washington Post, gli uomini dell'amministrazione Obama hanno già bocciato proposte più costose e impegnative, come la creazione di no-fly zone o aree cuscinetto che avrebbero richiesto l'impiego di decine di migliaia di uomini e si sono concentrati sull'idea di spostare le truppe più vicine ai fronti caldi. Obama potrebbe prendere una decisione entro questa settimana.

In ogni caso, ciò comporterebbe per la prima volta l'invio da parte degli Usa di un numero limitato di forze speciali sul terreno in Siria, nei quali cieli sono già operativi dal 30 settembre scorso gli aerei russi, d'accordo con il governo del Paese arabo.

Correlati:

Siria, da parte di USA nessun attacco contro ISIS
Siria, Russia apre ad USA e opposizione moderata per coordinare lotta vs ISIS
Per il senatore americano McCain è "immorale" l'accordo tra Russia e USA sulla Siria
Tags:
jihadista, jihad, Terrorismo, Raid contro "Stato islamico", raid della Russia in Siria, ISIS, Ashton Carter, Siria, USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik