16:34 26 Ottobre 2020
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Non è escluso lo stato di emergenza mentre il Paese chiede aiuto all'esercito di altri Paesi europei, fra cui l'Italia per fare fronte all'emergenza che ha portato in dieci giorni più di 80mila profughi sul territorio ora balcanico, prima mitteleuropeo.

Lubiana non esclude la dichiarazione dello stato d'emergenza e l'installazione di una recinzione lunga 670 chilometri controllata da esercito e polizia ai confini con la Croazia.

Secondo il ministro degli esteri sloveno, Karl Erjavec, le misure straordinarie che l'esecutivo sloveno assumerà nei prossimi giorni al fine di garantire "la sicurezza dei nostri cittadini, oltre che quella dei migranti" dipenderanno dal rispetto della convenzione di Bruxelles da parte di Zagabria.

Mentre il flusso degli arrivi è costante, la Slovenia attende 400 poliziotti da Ungheria, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Italia, Olanda e Germania per rafforzare ulteriormente il controllo delle frontiere.

Nello scorso fine settimana avrebbero oltrepassato il confine con la Slovenia ben 25mila profughi, secondo fonti del ministero degli Interni citate dall'agenzia di stampa Sta. L'ondata migratoria iniziata sabato 17 ottobre ha finora visto più di 80mila profughi attraversare il confine della Slovenia, Paese che conta circa due milioni di abitanti.

Ogni giorno circa 9mila persone arrivano alle frontiere slovene, ma la capacità di accoglienza è di 2.500 persone per l'intero Paese. Dopo la chiusura dei confini dell'Ungheria, le persone passano dalla Serbia alla Croazia e si dirigono in Slovenia per continuare il loro viaggio verso la Germania e l'Europa settentrionale.

"La mancanza di coordinamento tra i Paesi dell'Ue sta generando una crisi umanitaria", condanna Margaretha Maleh, presidente di Msf Austria. "Queste persone, continua la responsabile di Medici senza Frontiere ad AdnKronos, hanno diritto alla dignità e a ottenere un minimo di assistenza umanitaria lungo il loro viaggio, compresi un luogo riparato e asciutto in cui sostare, cibo adeguato, docce calde e assistenza medica."

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Tags:
rifugiati, profughi, Migranti, Crisi dei migranti, Karl Erjavec, Slovenia
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