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00:02 21 Ottobre 2019
Donald Tusk, presidente del Consiglio d'Europa

Tusk: Crisi migranti può distruggere Schengen

© Sputnik . Alexei Nikolskiy
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L'appello del presidente del Consiglio europeo nel suo intervento all'Europarlamento. Il presidente Juncker apre alla flessibilità per le spese sostenute dagli Stati membri per contrastare la crisi.

La crisi migratoria che sta attraversando l'Europa è la sfida più grande per l'Unione ed è in grado di distruggere conquiste come la libera circolazione del trattato di Schengen. A dirlo è stato un preoccupato Donald Tusk, in apertura del suo intervento davanti alla Plenaria del Parlamento europeo questa mattina a Strasburgo. Il presidente del Consiglio europeo, parlando di scosse telluriche che la mancata azione coordinata dei Paesi colpiti dalla crisi in atto può provocare, ha poi rivelato il proprio imbarazzo nelle recenti apparizioni in sede ONU.

"Presso le Nazioni Unite l'Europa è sembrata essere il posto peggiore per i rifugiati — ha ammesso Tusk — e mi sono sentito isolato a difendere l'Unione Europea. Noi rispettiamo le regole — ha concluso — ma non permetteremo che le nostre divisioni interne danneggino l'immagine dell'Europa".

Nel corso della mattinata l'aula di Strasburgo ha potuto ascoltare anche le parole del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, che ha per la prima volta mostrato un'apertura sulle richieste di flessibilità rispetto alla regola del debito per i Paesi coinvolti nei piani contro la crisi migratoria.

"Il Patto è il Patto ma di fronte a un problema di una gravità eccezionale, sulla base di un'analisi Paese per Paese andremo a esaminare se si debba tenere in conto dei costi sostenuti per accogliere i rifugiati. Applicheremo il Patto così come è stato aggiornato, ma lo faremo Paese per Paese".

Un passo avanti dunque di fronte alle richieste italiane e di altri Stati membri, con un ammonimento da parte di Juncker sui requisiti per ottenere la flessibilità sui conti.

"Se un paese fa uno sforzo straordinario — ha detto — ci deve essere un'interpretazione conforme di questo sforzo".

Insomma, quegli Stati che non mostreranno "di essere coinvolti da queste politiche" non potranno beneficiare di un'interpretazione più flessibile del Patto.

Prima di concludere Juncker ha poi voluto sottolineare le difficoltà che l'Unione sta attraversando, commentando il mini summit di domenica scorsa tra gli Stati dell'est da lui stesso richiesto espressamente.

"La riunione di domenica non avrebbe dovuto essere convocata — ha detto amaramente Juncker — ma avvenire in modo volontario. E questo — ha concluso — dimostra che l'Ue non è in buone condizioni".

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Tags:
Immigrazione, rifugiati, profughi, Migranti, Trattato di Schengen, Crisi dei migranti, Parlamento Europeo, ONU, Jean-Claude Juncker, Donald Tusk, UE, Europa
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