00:06 21 Settembre 2018
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Usa, gli aiuti a favore dei cosiddetti ribelli moderati continuano a cambiare strada

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Le cinquanta tonnellate di armi e munizioni, paracadutate dalle forze armate Usa nel nord della Siria la scorsa settimana, non sarebbero affatto finite ai destinatari designati, bensì nelle mani delle milizie nazionali del Kurdistan siriano. Le proteste di Ankara.

Altra vicenda poco gradita per la strategia americana in Siria. Dopo che il mondo ha ricevuto dalla stampa la notizia che sono stati spesi dal Pentagono ben 500 milioni di dollari per addestrare solamente cinque miliziani anti Assad, altre brutte notizie arrivano da Washington.

Dopo l'ammissione del generale Lloyd J. Austin, il comandante del Centcom, il comando militare Usa che sovrintende alle operazioni in Siria e Iraq, di fronte alla Commissione Forze Armate del Senato sul fallimento dell'addestramento di una milizia armata, il Washington Post ci informa oggi che il piano statunitense che prevedeva la consegna di armi ai cosiddetti ribelli "moderati" nel nord della Siria, ufficialmente in vista di un attacco risolutivo contro Al-Raqqa, capitale autoproclamata del sedicente Stato islamico, è fallito prima ancora di cominciare.

Il quotidiano statunitense sottolinea come a settimane della proclama da parte del Pentagono non sia seguita ancora alcuna misura concreta. Quel che è peggio, le cinquanta tonnellate di armi e munizioni, paracadutate dalle forze armate Usa nel nord della Siria la scorsa settimana, non sarebbero affatto finite nelle mani dei loro destinatari designati, come invece ha assicurato per giorni il dipartimento della Difesa.

Stando al quotidiano Usa, il carico di armi, destinato in origine a gruppi d'insorti arabi, sarebbe invece caduto interamente nelle mani delle Unità di protezione popolare (Ypg), le milizie nazionali del Kurdistan siriano.

Per gli Stati Uniti si tratta quindi di uno sviluppo assai indesiderato, dal momento che i curdi, ancor più dello stesso Stato islamico, sono considerati nemici giurati dalla vicina Turchia, alleata degli Usa e membro della Nato che ha speso assai più energie contro i curdi siriani che contro il sedicente califfato islamico.

Il governo di Ankara infatti ha presentato una protesta formale all'ambasciata statunitense in Turchia.

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Tags:
armamenti, Finanziamenti USA per addestrare truppe, Siria, USA
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