05:10 04 Agosto 2020
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L'appello lanciato dalle agenzie dell'Onu, dopo 22 mesi di guerra civile che distrugge il più giovane Stato del mondo.

A quattro anni dall'indipendenza, il Sud Sudan, il più giovane Stato al mondo, nato il 9 luglio del 2011, non trova soluzione alla guerra civile iniziata nel 2013 e che vede contrapporsi le forze governative del presidente Kiir, di etnia dinka, e quelle fedeli all'ex vicepresidente Machar, di etnia nuer.

Secondo le agenzie Onu, UNICEF, FAO e PAM, più di 30mila persone rischiano di morire di fame, e altre decine di migliaia sono direttamente minacciate dalla carestia. La crisi alimentare tocca 3,9 milioni di abitanti, ovvero un terzo della popolazione, una cifra in crescita dell'80% rispetto a solo un anno fa.

Il Paese subisce la frammentazione etnica tra cristiani, che vivono nell'area meridionale, e musulmani, che abitano il nord, ma soprattutto gli effetti negativi sulla bilancia commerciale di un controverso accordo fatto con il Sudan per la gestione e la vendita del petrolio. In tale situazione, il governo non sa porre un freno alla guerra e non s'intravedono soluzioni diplomatiche che portino alla pace.

L'Africa continua così a morire, nel silenzio dell'Occidente che non si è mai fatto scrupoli nel depredare e affamare il povero per la propria convenienza.

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Tags:
crisi, fame, guerra civile, Sudan del Sud
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