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    Un manifesto contro il TPP

    I pericoli del TPP per la Russia

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    Nell'ultimo anno la vita di molte compagnie russe ha iniziato a dipendere sempre di più dalle decisioni prese in America. Eppure non c'è nessun interesse a tutto questo da parte del "sistema". Ed è un peccato.

    Finora sui canali statali della Federazione Russa si è discusso animatamente della legalizzazione del matrimoni gay, ma quasi nessuno ha notato che il Senato degli Usa ha approvato un documento dal nome alquanto criptico per la maggioranza dei lettori: "Trade Promotion Authority — TPA". Questo atto, firmato da Barak Obama il 29 giugno scorso, peremette a Washington nei prossimi sei anni di concludere accordi economici con l'estero — senza — bisogno dell'approvazione del Congresso. Il TPA è una grande vittoria della Casa Bianca, per far si che entro la fine del secondo mandato di Obama venga firmato il trattato sulla creazione della Partnership Transpacifica (TPP), accordo sulla zona di libero commercio nella regione, che d'ora in avanti e per molti anni stabilirà le regole del gioco nella fascia Asia- Pacifico.

    Una manifestazione di protesta contro il TPP
    © flickr.com/ Stop FastTrack
    Una manifestazione di protesta contro il TPP

    Le trattative per la creazione della partnership sono tra i più importanti processi economici nella regione. Li stanno portando avanti 12 paesi, che influiscono per più del 35% sul PIL globale, compresi USA, Giappone, Canada, Messico, Australia, Corea del Sud e Vietnam. Il trattato Transpacifico scriverà le regole del gioco per tutta una serie di settori, comprese le regolamentazioni in materia di ecologia, diritto del lavoro e protezione della proprietà intellettuale. La partnership è una risposta al WTO ed alla crescente influenza della Cina. La nuova oligarchia commerciale stabilirà degli standard a cui in futuro si dovranno adeguare tutti gli altri. Proprio per questo motivo la Cina promuove attivamente le sue alternative al TTP. Si tratta di una corsa contro il tempo, in cui, a quanto pare avranno la meglio gli USA, che dopo la decisione del Congresso faranno in tempo a creare il loro blocco prima.

    Che cosa significa tutto questo per la Russia? Poco per quelli che commerciano formaggi, ma molto per tutti coloro che in America e nei paesi del Pacifico vogliono vendere qualche bene più prezioso come macchinari, tecnologie o prodotti agricoli. Per qualcuno l'adattamento si limiterà a maggiori spese per le certificazioni, ad altri occorrerà spostarsi su nuovi standard tecnologici, per non parlare poi della crescita di concorrenza da parte dei membri del TTP.

    "Senza la Cina creare un blocco commerciale in Asia è impossibile, perciò chiarificare i dettagli è una perdita di forze vana" fanno sapere i dirigenti interessati dalla questione.  Per la Russia ed i suoi imprenditori c'è il rischio di doversi adeguare a regole del tutto nuove, che però nessuno sa spiegare con precisione, dati e cifre alla mano.

    Articolo pubblicato dal portale  What they say about USA

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    Accordo TPP, Barack Obama, Cina, USA
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