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    Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

    Netanyahu shock: Hitler voleva espulsione, non sterminio ebrei

    © REUTERS/ Atef Safadi/Pool
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    Il premier israeliano parlando al Congresso sionista “riscrive” la storia addossando le colpe dell'Olocausto ai palestinesi: “Fu in Gran Mufti di Gerusalemme a chiedere lo sterminio”.

    Stanno facendo il giro del mondo le parole pronunciate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu al Congresso Sionista questa mattina.

    "Hitler all'epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse 'se li espelli, verranno in Palestina'. 'Cosa dovrei fare?' chiese e il Muftì rispose 'Bruciali'".

    Così Netanyahu sul ruolo del Gran Mufti Haj Al-Husseini, leader palestinese ai tempi della Seconda guerra. Immediate le reazioni degli esperti di Shoah, che hanno accusato il premier israeliano di diffondere pericolose distorsioni della realtà.

    Il leader dell'opposizione in Israele ha chiesto a Netanyahu di "correggersi", non mancando di attaccare il premier: "Così minimizza la responsabilità di Hitler nel terribile disastro del nostro popolo — ha dichiarato Isaac Herzog — il figlio di uno storico dovrebbe essere preciso riguardo alla storia".

    Herzog ha poi voluto puntualizzare che è vero, il Gran Mufti diede l'ordine di uccidere il rabbino Herzog (nonno dell'attuale leader dell'opposizione in Israele) ma "già nel 1939, quasi 3 anni prima dell'incontro con Al-Husseini, Hitler parlò al Reichstag presentando la Soluzione Finale". 

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    Tags:
    ebrei, Storia, Congresso Sionista, Adolf Hitler, Benjamin Netanyahu, Israele
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