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    Cuba, scritte che inneggiano alla rivoluzione mentre passa un'auto americana

    La bigotteria di Castro e l'ignoranza di Obama

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    Come molti liberali americani e radicali della generazione più giovane, Barack Obama ha pensato che Cuba fosse la vittima della brama di imperialismo degli USA e potesse essere riformata non appena Washington le avesse teso la mano. Obama però ignora che Raul Castro questa mano la morderebbe, anziché stringerla.

    Raul Castro, intervenendo all'assemblea dell'ONU, ha criticato l'embargo economico degli USA su Cuba, ha chiesto la restituzione di Guantanamo ed anche la fine delle trasmissioni della radio antigovernativa "Radio Marti". Il leader cubano ha difeso Nicolas Maduro e Rafael Correa ed anche il presidente Bashar Assad e, posizionandosi insieme a Russia e Iran ha supportato la richiesta d'indipendenza di Puerto Rico. Raul Castro ha criticato poi l'economia di mercato ed ha concluso citando suo fratello Fidel, in piena aderenza con gli obblighi della liturgia rivoluzionaria cubana.

    Subito dopo questo ardente discorso Raul Castro ha incontrato il presidente americano Obama. Secondo la versione riportata dal Washington Post, Obama ha ricordato alla sua controparte cubana la necessità di rispettare i diritti umani e la democrazia sull'isola, ed il colloquio non ha mostrato il minimo accenno di apertura politica.

    Una via dell' Avana
    Una via dell' Avana

    Barack Obama non ha nessuna intuizione che gli spieghi perchè quello fra lui e Castro è un qui pro quo.

    Per i fratelli Castro il migliore sistema al mondo è quello socialista, la migliore democrazia al mondo quella cubana e tutti i dissidenti, "le donne in bianco", che si battono per i diritti civili, sono agenti pagati dall'ambasciata USA e meritano le punizioni più severe.

    Il governo cubano non cerca di correggere alcun errore, né di concordare alcun errore. Insiste sul fatto che tutti i mali sono causati dagli Stati Uniti, che stanno cercando di diffondere il loro impero nel mondo. I leader cubani credono che il capitalismo semini miseria in giro per il mondo e l'economia di mercato vada ripudiata perché grazie a lei il mondo è dominato dalla sporca competizione basata sulla diseguaglianza e priva di empatia.

    Raul, Fidel ed il loro entourage sono fieri del fatto che negli anni 60 furono in grado di guidare il movimento di liberazione nel mondo. In quegli anni venne creato il magazine "Tricontinental", che pubblicava articoli sovversivi preparati dai servizi di intelligence cubani.

    Cuba onora profondamente Che Guevara, che arrivò in Bolivia per organizzare il movimento di guerriglia e fu poi ferito, catturato ed ucciso il giorno dopo. Onora la memoria di centinaia di militanti che combatterono in diversi paesi, come Venezuela, Argentina, Colombia, Perù ed Uruguay. I combattenti cubani ricordano con fervore i loro anni giovanili in Angola, Somalia, Ethiopia, dove combattevano per le idee sacre del comunismo.

    Quelli erano i grandi giorni della Guerra Fredda, quando Cuba era all'apice dello sforzo rivoluzionario mondiale contro gli USA e i loro scagnozzi occidentali. Ma poi è arrivato Gorbachev che ha tradito gli ideali rivoluzionari, quando sembrava che la vittoria fosse così vicina e l'Armata Rossa avrebbe marciato trionfante tra le strade di Washington.

    Obama non capisce i fratelli Castro. Il suo predecessore Bush ha ereditato da suo padre l'idea che tutto ciò che sta a 90 miglia dagli USA è un nemico che deve essere sconfitto. Lui è arrivato al potere 18 anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la Guerra Fredda per lui è qualcosa di distante e incomprensibile. Obama non capisce che ci sono paesi come Cuba e Corea del Nord nel mondo.

    Da giovane ha lavorato per una confraternità religiosa. Come "cooperante" il giovane Obama ha aiutato i residenti dei quartieri disagiati afroamericani a Chicago. Ha sempre avuto come ispirazione la lotta per i diritti civili. Il suo leitmotiv era cambiare l'America, non difenderla da nemici esterni.

    Come molti liberali americani e radicali della generazione più giovane, Barack Obama ha pensato che Cuba fosse la vittima della brama di imperialismo degli USA e potesse essere riformata non appena Washington le avesse teso la mano.

    Obama però ignora che Raul Castro questa mano la morderebbe, anziché stringerla.

    Articolo originariamente pubblicato sul sito Whattheysayaboutusa.com

     

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    Tags:
    Raul Castro, Barack Obama, Cuba, USA
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