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    I rifugiati siriani sono arrivati alla costa greca dopo passaggio attraverso mar Egeo dalla Turchia.

    Esperto: Europa sta usando Turchia nel proprio interesse

    © REUTERS/ Yannis Behrakis
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    Oguz Oyan, ex deputato del parlamento turco e membro della Commissione per l’integrazione con l’UE, ha rilasciato a Sputnik un’intervista, nella quale ha duramente criticato l’UE che alle sue trattative con la Turchia vuole linkare la discussione sulla semplificazione dei visti al problema dei migranti.

    Secondo Oyan, la decisione della Francia sul cosiddetto "visto veloce" ai cittadindi della Turchia non può essere considerato una vittoria di Ankara:

    "Questa decisione non può essere considerata un progresso serio, perché nessuno dice che i cittadini della Turchia potranno avere il visto nell'arco di 48 ore. Significa soltanto che le domande saranno esaminate massimo in 48 ore, dopo di che al richiedente sarà comunicato se la domanda è stata accolta o declinata. In sostanza, per avere questa attenuazione, la Turchia non doveva neanche essere candidato all'ingresso nell'UE, perché la semplificazione delle procedure consolari è un atto naturale di manifestazione del rispetto dello Stato nei confronti di un altro Stato, pertanto non deve essere considerato un "atto di beneficenza". Per non dire poi che la proposta di semplificare il rilascio dei visti se la Turchia sarà disposta ad assumersi dei nuovi oneri, legati alla sistemazione dei profughi, non mi pare per niente appropriata

    Dal punto di vista dell'UE, la crisi dei migranti è un problema di primaria importanza, pertanto l'importanza della Turchia agli occhi dell'Europa ultimamente sta crescendo rapidamente, tanto che il problema della violazione dei diritti umani in Turchia non pare più così importante. L'UE pensa soltanto ai propri interessi. In questa situazione il governo turco vuole assicurarsi dei vantaggi e sta cercando di capire, quante concessioni potrà fare l'Europa, terrorizzata dal flusso incontrollato dei profughi. Non si deve neanche dimenticare che la Turchia sta andando verso elezioni parlamentari. Anche questo fattore ha molta importanza".

    Oguz Oyan ha commentato anche l'atteggiamento del presidente della Commissione europea, il quale ha dichiarato che arginare il flusso dei profughi è un "dovere" della Turchia.

    "Infatti, la Turchia è responsabile per la crisi dei migranti, sorta a causa di ingerenze esterne. Ma non è l'unica ad esserne responsabile. In testa alla lista c'è l'America. Chi ha promosso il rovesciamento del governo in Iraq? Chi, con le proprie azioni, ha seminato e continua a seminare caos e instabilità in Siria e in tutto il Medio Oriente? La Francia, in modo indiretto anche la Germania. Tutti questi paesi sono responsabili per quello che sta accadendo in Siria. Dire che il problema dei profughi è sorto soltanto per colpa della Turchia significa trattarla come uno Stato-cuscinetto, paese di seconda categoria. Turchia non deve permettere tale atteggiamento nei suoi confronti. In questo momento il potere politico in Turchia è indebolito, il paese è disposto a trattare per avere delle facilitazioni anche insignificanti. L'Europa ne è consapevole e sta usando il vuoto politico nel proprio interesse".    

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    Tags:
    Trattativa Turchia-Ue, Esperto turco, Turchia
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