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    Kashmiri demonstrators hold up a flag of the Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) during a demonstration against Israeli military operations in Gaza, in downtown Srinagar on July 18, 2014

    L'inutile idiota: e se gli USA non servissero a nulla contro l'ISIS?

    © AFP 2017/ Tauseef MUSTAFA
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    Nell'Europa che si scontra con l'inarrestabile flusso di profughi, con la minaccia dell'infiltrazione di terroristi e il crescente malcontento popolare, si alzano delle voci fuori dal coro: e se la Russia, che agisce in Siria seguendo il proprio piano, fosse in grado di eliminare questi problemi meglio di Washington?

    e i governi dei paesi più influenti dell'Unione Europea mettessero al primo posto la guerra contro i terroristi dello Stato Islamico al posto della richiesta di dimissioni di Assad, allora verrebbero a trovarsi più vicini al Cremlino, che non alla Casa Bianca. In ogni caso, tra le file dei paesi dell'Europa Occidentale non c'è più quell'unità che c'era prima.

    Il capo del Pentagono Ashton Carter, lo scorso 8 ottobre, intervenendo dal Consiglio della NATO, ha criticato l'intervento dell'aviazione russa in Siria: "Riteniamo non professionali le azioni della Russia in Siria: violare lo spazio aereo della Turchia, che è di fatto spazio aereo della NATO, lanciare senza avviso dei missili di crociera che sono passati a poche miglia da un drone americano".

    Al rimprovero del ministro della Difesa USA nei confronti dei piloti russi, accusati di scarsa professionalità, ha risposto il vice ministro degli esteri siriano Feisal Mikdak, che ha giudicato con queste parole l'intervento dell'aviazione russa:

    "I raid aerei dell'aviazione russa in Siria in pochi giorni hanno causato più perdite all'ISIS che le azioni della coalizione USA in un anno intero".

    Meglio tre giorni di Russia che un anno di USA
    © Sputnik.
    Meglio tre giorni di Russia che un anno di USA

    L'ambasciatore dell'Arabia Saudita a Mosca, Riyad Haddad ha rilevato che "dall'inizio dell'operazione russa in Siria è stato distrutto il 40% dell'infrastruttura dell'ISIS".

    L'8 ottobre un caccia americano ha effettuato due raid nella zona di Al' Hol in Siria, con obiettivo un distributore di benzina. Una simile attività da parte dell'aviazione americana è proseguita per tutta la settimana trascorsa. In questo stesso periodo l'aviazione russa ha colpito 112 obiettivi dell'ISIS.

    Allo stesso tempo le spese complessive sostenute dagli USA per il compimento delle operazioni di aria iniziate l'8 agosto del 2014 ammontano a 3,87 miliardi di dollari. Ogni giorno della (presunta) guerra degli USA agli ISIS costa ai contribuenti americani 10 milioni di dollari. Il numero di guerriglieri dell'ISIS uccisi dal Pentagono ammonta a 6 mila unità, ma lo stesso Pentagono riconosce che le fila dell'ISIS sono state rinforzate da 20 mila effettivi, sedicenti "nuovi volontari della Jihad". A metà del 2015 più di 30 organizzazioni terroristiche e gruppi affini da tutto il mondo hanno giurato fedeltà allo Stato Islamico: ecco il risultato della lotta degli USA all'ISIS.

    Gli USA vogliono coordinare gli sforzi per attaccare l'ISIS, hanno paura di essere colpiti?
    Vitaly Podvitsky
    Gli USA vogliono coordinare gli sforzi per attaccare l'ISIS, hanno paura di essere colpiti?

    Nonostante questo, Ashton Carter si permette di criticare la "strategia sbagliata" della Russia in Siria.

    È curioso notare che negli ultimi giorni è cresciuta l'attività degli USA in Iraq. Washington ha capito che non resta molto tempo prima di una probabile richiesta di aiuto militare di Baghdad a Mosca. Il ministro della Difesa degli USA può continuare a bleffare di fronte ai suoi colleghi della NATO, ma questi ultimi non possono far finta di non vedere che in medioriente si viene a creare un'alleanza antiterroristica sull'asse Russia-Iran-Iraq-Siria.

    Tutto lascia presagire che gli USA rischiano di rendersi inutili nella lotta contro lo Stato Islamico.

    Articolo originale pubblicato sul sito "What they say about USA"

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