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    Demonstrators attend a protest against explosions during a peace march in Ankara, in central Istanbul, Turkey, October 10, 2015.

    Ankara, Nato invia la Turchia a “risposta proporzionata”

    © REUTERS/ Osman Orsal
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    Per il ministro della difesa Pinotti è necessario l’intervento della comunità internazionale. Mentre il governo turco cerca un sospettato tra le fila dell’Isis, manca ancora una rivendicazione e le forze di opposizione accusano il governo di Erdogan di falle nel sistema di sicurezza.

    "Penso che un episodio come questo non possa essere lasciato privo di un'iniziativa della comunità internazionale". Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è intervenuta nel dibattito politico inerente all'attentato turco che ha costato la vita a oltre 120 persone, precisando che "quello che arriva da Ankara è un segnale terribile, insieme ad altri che, purtroppo, da tempo stanno indicando un aumento del terrorismo nella zona del mar Mediterraneo." Secondo il ministro, questo "è il segnale di chi vuole sconfiggere ogni speranza di pace. Ma noi dobbiamo lavorare perchè questa speranza di pace riprenda le ali", aggiunge il ministro italiano, mentre in Norvegia, Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, stamani ha invitato la Turchia alla cautela e alla moderazione:

    "Loro (i turchi) hanno subito una serie di attacchi terroristici e hanno il diritto di difendersi, ma naturalmente ci aspettiamo che la risposta sia proporzionata".

    Intanto, mentre le forze aeree turche bombardavano le postazioni del Pkk nel nord dell'Iraq — nonostante il cessate il fuoco unilaterale — ad Ankara migliaia di persone si sono riunite sul luogo della strage per le prime cerimonie funebri e per protestare contro il governo. Rapido l'intervento della polizia che ha arrestato 90 persone, dopo cariche avvenute con manganelli e idranti, mentre la folla cercava di deporre fiori sul luogo della strage. 

    I partiti d'opposizione sono convinti che nell'attentato di sabato il governo abbia una grossa responsabilità per non aver garantito adeguate misure di sicurezza dopo gli arresti di presunti terroristi e i sequestri di materiale esplosivo delle ultime settimane. Inoltre, ieri è trapelata la notizia di un rapporto dell'intelligence turca che aveva avvertito, tre giorni prima della strage, della possibilità di un attacco suicida ad Ankara.

    Attentato ad Ankara, 10 ottobre 2015
    © REUTERS/ Tumay Berkin
    Attentato ad Ankara, 10 ottobre 2015

    Attualmente, a 48 ore dalla strage, non c'è stata ancora nessuna rivendicazione. Si tratta di un fatto molto strano, in quanto l'Isis ha fatto della propaganda mediatica un potentissimo strumento di esistenza politica.

    Nonostante i dubbi delle forze di opposizione, oggi il premier turco Ahmet Davutoglu ha precisato alla stampa che i terroristi dello Stato islamico sono i principali sospettati.

    Secondo il primo ministro turco, l'attentato è stato "un tentativo d'influenzare il risultato delle elezioni parlamentari previste per il prossimo primo novembre".

    Davutoglu ha poi risposto agli attacchi dell'opposizione precisando che qualora gli attentati fossero avvenuti anche a causa di errori da parte del sistema di sicurezza saranno prese le necessarie misure.    

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    Tags:
    Ahmet Davutoglu, Attentato ad Ankara, ISIS, NATO, Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, Roberta Pinotti, Turchia
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