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    Base di ISIS distrutta dai raid russi in Siria

    “In Siria raid russi efficaci, distrutto in pochi giorni il 40% del potenziale di ISIS”

    © AP Photo/ Hadi Al-Abdallah
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    L'ambasciatore della Siria in Russia Riyad Haddad ha rilasciato un'intervista esclusiva a "RIA Novosti", in cui ha commentato i primi risultati dei raid russi contro ISIS, ha discusso il contesto geopolitico della lotta contro il terrorismo ed ha motivato l'aggressiva campagna mediatica contro la Russia per l'operazione in Siria.

    —  Recentemente, i media hanno messo in risalto il tema della creazione di un Centro informativo a Baghdad per combattere lo "Stato Islamico". Quale sarà il contributo di Damasco al lavoro di questa struttura?

    — Dal momento in cui il presidente russo Vladimir Putin ha promosso l'iniziativa per creare una coalizione internazionale per combattere il terrorismo, le parti interessate hanno avviato gli sforzi per dar vita a questo progetto. Come sapete, i Paesi che hanno iniziato a lavorare concretamente su questa iniziativa sono la Siria, l'Iran, l'Iraq e la Russia. Per raggiungere questo obbiettivo, è stato ideato un piano. Uno dei suoi punti prevede la creazione di un centro speciale a Baghdad.

    I nostri sforzi sono volti a creare diversi centri simili in luoghi diversi, ma il centro principale di coordinamento è a Baghdad. Vi lavorano gli ufficiali militari di Russia, Iran, Iraq, Siria, così come dei nostri Paesi alleati. In questo senso il ruolo dei militari siriani è molto chiaro, dal momento che qualsiasi lotta contro il terrorismo richiede la cooperazione e il coordinamento con l'esercito governativo siriano. Il coordinamento è mantenuto finora ai massimi livelli.

    —  Nell'ultimo periodo i partner occidentali di Mosca hanno spesso sollevato la questione che i raid aerei russi contro ISIS in realtà sono diretti contro l'opposizione moderata. Riesce a confutare queste accuse?

    — In Siria non esiste il terrorismo "moderato". Il terrorismo è terrorismo. Tuttavia al centro della campagna mediatica aggressiva che conduce l'Occidente contro la Russia ci sono dichiarazioni simili. In Siria siamo abituati a queste cose, per noi non è stata una sorpresa che dopo i primi raid aerei dai Paesi occidentali siano partite tali accuse. Hanno subito iniziato a contestare e lamentarsi delle vittime tra ISIS e gli altri gruppi terroristici. E' la prova diretta che gli sforzi della coalizione guidata dagli Stati Uniti che riunisce 60 Paesi erano e sono totalmente inefficaci.

    È passato 1 anno dall'inizio dell'operazione di questa coalizione, ma finora non ci sono stati risultati positivi. Pertanto non sarebbe sorprendente se nel corso del tempo questa campagna di propaganda contro la Russia diventasse sempre più aggressiva.

    —  Dunque non sarebbero vere le notizie secondo cui i raid russi siano diretti contro le forze dell'opposizione?

    — Stiamo parlando del bombardamento di zone con concentramento di armi, pertanto non ci può essere alcun ribelle dell'opposizione. I raid sono orientati contro i gruppi terroristici che operano nella zona, ovverso ISIS, "Fronte Al Nusra", "Jaish al-Fatah" e "Jaish al-Islam". In aggiunta sono colpiti altri gruppi più piccoli, che rientrano nella galassia delle formazioni che ho elencato.

    Gli attacchi aerei russi sono di precisione e molto efficienti, la loro efficacia è dovuta alla stretta interazione tra i militari russi e l'esercito siriano, che combatte sul campo a terra e trasmette le coordinate esatte delle posizioni degli estremisti. Pertanto le illazioni e affermazioni dei Paesi occidentali secondo cui gli aerei russi bombardano i civili sono pure menzogne. "Come sapete, qualche giorno fa, l'Aviazione americana ha distrutto un ospedale in Afghanistan, dove si trovavano non solo le persone bisognose di cure, ma anche i collaboratori dell'organizzazione "Medici Senza Frontiere". Credo che fomentando le accuse contro la Federazione Russa, l'Occidente stia cercando di distogliere l'attenzione dai propri errori. Tali dichiarazioni fanno parte di una campagna di propaganda aggressiva contro la Federazione Russa"

    —  Ci sono dati sull'esatta percentuale delle strutture di ISIS in Siria che sono state distrutte dall'inizio degli attacchi aerei russi?

    — Secondo i nostri dati, circa il 40%. Inoltre sono stati eliminati molti terroristi. Ora si stanno ritirando verso il confine con la Turchia, un Paese che aveva tradizionalmente offerto loro protezione. Tuttavia il risultato principale dei raid aerei è che molti estremisti hanno volontariamente deposto le armi e si sono arresi. In un caso circa 400 combattenti si sono arresi per paura di essere annientati dopo che le loro strutture erano state distrutte.

    —  Nell'ultimo periodo i media hanno messo in risalto che i ribelli siriani hanno accesso alle armi chimiche. Conferma queste informazioni? Quanto è probabile che ISIS o il "Fronte Al Nusra le abbiano già usate?

    — Sono pronto a provare che hanno ricevuto queste armi molto tempo fa e le hanno usate a Khan al-Assal…

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    Terrorismo, Propaganda, Politica Internazionale, Difesa, Occidente, Sicurezza, Opposizione, Armi chimiche, Bombadamento su ospedale di Kunduz, raid della Russia in Siria, Medici Senza Frontiere, mass media, Esercito, ISIS, Riyad Haddad, Bashar al-Assad, Iran, Iraq, Siria
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