09:11 21 Novembre 2017
Roma+ 8°C
Mosca0°C
    Ospedale di Kunduz di Medici Senza Frontiere dopo bombardamento USA

    "La base dei talebani nell'ospedale di Kunduz? Assurdo, serve inchiesta indipendente"

    © AP Photo/ Médecins Sans Frontières
    Mondo
    URL abbreviato
    113240

    L'ospedale di "Medici Senza Frontiere" (MSF) a Kunduz, in cui si trovavano circa 200 persone, è rimasto parzialmente distrutto in un bombardamento nella mattinata di sabato scorso. Nell'esplosione son rimaste uccise 22 persone, mentre 37 sono stati i feriti.

    Il rappresentante delle forze armate degli Stati Uniti ha ammesso che l'Aviazione americana stava compiendo dei raid nelle zone vicine all'ospedale.

    Ha parlato di quello che in realtà è accaduto a Kunduz in un'intervista con l'agenzia "Rossiya Segodnya" Meini Nikolay, membro del consiglio direttivo dell'organizzazione e la presidente del centro operativo di MSF a Bruxelles.

    - Che cosa è realmente accaduto sabato scorso?

    — Sabato mattina è iniziato il bombardamento aereo dell'ospedale. E' durato più di 1 ora. Ci sono state diverse incursioni, diversi aerei giravano attorno all'ospedale. Il bombardamento ha interessato l'edificio principale, dove si trovano il reparto di terapia intensiva, la fisioterapia e il pronto soccorso: c'è sempre molta gente. L'edificio ha preso fuoco. Il personale è fuggito in strada quando si sono alzate le fiamme. 10 malati sono morti, 6 dei quali erano nel reparto di terapia intensiva e non potevano evacuare dall'edificio. Alcuni di loro sono morti bruciati vivi nei loro letti, tra di loro c'erano bambini. Hanno perso la vita anche 12 collaboratori di "Medici Senza Frontiere". Complessivamente 22 vittime e 37 feriti.

    - Si è ipotizzato che nell'ospedale si trovassero dei talebani, per questo è stato bombardato.

    — No. Sono un'assurdità le illazioni secondo cui nell'ospedale ci fosse una base dei talebani. Era un ospedale aperto a tutti, recintato e sorvegliato. Dentro si trovavano solo le persone in cura e il personale medico. Non si mormorava nulla, era solo un ospedale, in cui ci si prendeva cura dei feriti e dei malati. Secondo la Convenzione di Ginevra (per la protezione delle vittime di guerra del 1949, Ndr), qualsiasi ospedale durante la guerra deve essere messo nelle condizioni di funzionare. Si tratta solo di una scusa, non è vero. Inoltre, anche se fosse vero, non si può bombardare un ospedale. Non ha completamente senso.

    - Il discorso riguarda i talebani che presumibilmente ricevevano cure nell'ospedale.

    — Sì, ma i pazienti sono pazienti. Trattiamo tutti allo stesso modo. Nessun paziente è armato, non distinguiamo chi ha bisogno di cure, perché è ferito, tutti possono ricevere le cure in un ospedale. E' inoltre coerente con la Convenzione di Ginevra. Ogni essere umano ferito ha il diritto all'assistenza medica.

    - Gli Stati Uniti hanno annunciato di condurre un'indagine indipendente della tragica vicenda. Anche il segretario generale dell'ONU ha chiesto un'indagine indipendente. Qual è l'opzione che preferite: l'indagine di un Paese o l'indagine delle Nazioni Unite?

    — Vogliamo un'indagine pienamente indipendente. Le 3 indagini degli Stati Uniti che abbiamo sentito, non ci sembrano essere sufficientemente indipendenti.

    Quindi vagliamo altre possibilità, ma abbiamo bisogno di tempo per avere una posizione chiara.

    - Cioè non avete ancora deciso se l'inchiesta deve basarsi sulle Nazioni Unite o su altre piattaforme?

    — Non ho sentito che l'ONU preveda di avviare un'indagine. Forse l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani può indagare. Finora sappiamo che il Pentagono, il governo degli Stati Uniti e dell'Afghanistan e la NATO conducono le proprie indagini. Ma per noi non sono indipendenti.

    - Una volta trovati i colpevoli, che cosa accadrà dopo? Che pena li aspetta?

    — Vediamo cosa verrà fuori da questa indagine. Per noi è molto importante il riconoscimento da parte di tutte le potenze militari, compresa la Russia, della Convenzione di Ginevra. Perché il nostro lavoro come organizzazione umanitaria si fonda sulla Convenzione di Ginevra. Tutte le potenze militari devono rispettarla, perché è il fondamento di un'assistenza umanitaria neutrale e imparziale. L'attacco attuale è un attacco a questi principi. Quello che ci serve è il riconoscimento. Non solo per noi, ma per tutte le organizzazioni umanitarie.

    Tags:
    Diritti Umani, Giustizia, Bombardamento ospedale a Kunduz, Talebani, Pentagono, ONU, NATO, Medici Senza Frontiere, Aviazione, Meini Nikolay, USA, Afghanistan
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik