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    Putin intervistato alla CBS

    Con le sanzioni la Russia ce la farà lo stesso, non si discute

    © Sputnik. Michael Klimentyev
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    Alla vigilia della sua partecipazione alla 70esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Vladimir Putin ha rilasciato un'intervista al giornalista americano Charlie Rose per i canali televisivi CBS e PBS. Ecco la terza parte.

    La prossima domanda è sulla situazione in Ucraina. Cosa ha intenzione di fare in Ucraina?

    Ora glielo dico. Credo che la Russia e gli altri membri della comunità internazionale, compresi quelli del cosiddetto "formato della Normandia", naturalmente con la partecipazione attiva degli Stati Uniti, debbano impegnarsi per la realizzazione piena e incondizionata degli accordi che sono stati raggiunti a Minsk. Occorre rispettare gli accordi di Minsk. Che significa realizzare gli accordi di Minsk? La cosa principale è che occorre fare il necessario per garantire che la situazione in Ucraina cambi radicalmente, ovvero realizzare le riforme politiche. In primo luogo occorre approvare le modifiche della Costituzione, così è scritto negli accordi di Minsk. Ed ora la cosa più importante: negli accordi di Minsk si afferma che questo processo dovrebbe avvenire concordandolo con Donetsk e Lugansk. Si tratta di un punto fondamentale. In Ucraina ora stanno adottando le modifiche costituzionali, ma senza  alcuna intesa con Donetsk e Lugansk, in più nessuno ha intenzione di dialogare con loro.

    Ora il secondo punto: serve, è scritto proprio così negli accordi di Minsk, implementare la legge già adottata in Ucraina sullo statuto autonomo in queste regioni. La legge è stata approvata, ma la sua implementazione è stata rinviata. Gli accordi di Minsk non sono rispettati. In terzo luogo, occorre approvare una legge sull'amnistia. Come si può dialogare con le persone del Donbass, di Lugansk e Donetsk, se sono sotto inchiesta? La legge non è stata adottata. Se una parte, le autorità di Kiev, dicono oggi di aver realizzato gli accordi di Minsk, non corrisponde al vero, perché tutto questo deve essere concordato con Donetsk e Lugansk. Non c'è stata alcuna intesa. Pertanto sosteniamo incondizionatamente l'implementazione piena degli accordi di Minsk da entrambe le parti, ma non secondo come viene interpretato da ciascuno, ma così come è scritto.

    Angela Merkel, Petr Poroshenko e Vladimir Putin in Normandia
    © AFP 2017/ REGIS DEVIGNAU
    Angela Merkel, Petr Poroshenko e Vladimir Putin in Normandia

    Passiamo alla prossima domanda: gli Stati Baltici e le vostre intenzioni nei loro confronti.

    Vorremmo costruire con loro amichevoli rapporti di partnership. Ci vivono  molti russi, anche dopo la fine dell'Unione Sovietica. Lì violano i loro diritti. Sa che in molti degli Stati Baltici è stato inventato qualcosa di inedito del diritto internazionale. Non sono considerati cittadini le persone che vivono da decenni nel territorio degli Stati Baltici e sono privati di una serie di diritti politici. Ma non ne parlano, come se fosse necessario. Per quanto riguarda le relazioni economiche, abbiamo contatti molto ramificati con questi Paesi. Ma ci sono ancora alcune cose che, per usare un eufemismo, mi confondono. Sembra che tutti parlino di riavvicinamento tra Russia e Unione Europea. Ma che cosa  succede real

    mente in pratica? Dal sistema di approvvigionamento energetico dell'ex Unione Sovietica si pensa di isolare gli Stati Baltici ed integrarli nel sistema europeo. Per noi questo significa che in alcune regioni della Federazione Russa ci saranno zone dove non avremo linee elettriche, perché prima erano allacciate attraverso i tralicci dei Paesi Baltici. Ora dovremo di nuovo, dopo aver speso miliardi di dollari, costruire questo sistema, così come miliardi di dollari dovranno spendere i nostri partner europei, per includere i Paesi Baltici nel loro sistema energetico. Perché tutto questo? Accade in molti settori: dicono una cosa, ma in realtà ne fanno un'altra. Sono estremamente convinto che dobbiamo rifuggire dalle fobie del passato e guardare al futuro e, sulla base del diritto internazionale, costruire relazioni paritarie e di buon vicinato.

    Naturalmente dobbiamo revocare le sanzioni

    Se a qualcuno piace lavorare con le sanzioni, per carità, si può. Ma è un fattore temporaneo. In primo luogo si contrappone allo stesso diritto internazionale. In secondo luogo, mi dica: dove questa politica di sanzioni si è rivelata efficace? Da nessuna parte, perché rapportate ad un Paese grande come la Russia è difficile che abbiano qualche effetto.

    La Russia ce la farà nonostante le sanzioni?

    Va da sè che si, su questo non v'è nessun dubbio, non c'è neanche da parlarne. Ci sono anche dei vantaggi, in particolare nei settori ad alta tecnologia: in passato preferivamo semplicemente comprare quello che ci serviva con i petrodollari. Oggi, dal momento che le sanzioni sono in vigore, o non le possiamo comprare o temiamo che ci vengano chiuse le porte, pertanto siamo stati costretti a cambiare tutto il programma di sviluppo dell'economia nazionale nei settori high-tech, manifatturiero, meccanico e nella ricerca. In realtà avremmo dovuto già fare qualcosa, ma avevamo delle difficoltà, perché i nostri mercati nazionali erano pieni di prodotti stranieri e nell'ambito del WTO sarebbe stato molto difficile per noi sostenere l'industria nazionale. Ora che le sanzioni sono state introdotte e i nostri partner se ne sono andati volontariamente dal nostro mercato, si sono create delle interessanti opportunità da sfruttare.

    Sanzioni dell'UE contro la Russia
    © Sputnik. Vitaly Podvitsky
    Sanzioni dell'UE contro la Russia

    Vorrei farle ancora un paio di domande. Lei è stato presidente, primo ministro e presidente di nuovo. Per quanto tempo vuole rimanere al potere? Cosa vorrebbe lasciare in eredità? Questa è la prima domanda.

    Quanto tempo, dipende da due cose. In primo luogo dalle norme previste dalla Costituzione, non saranno violate da parte mia.

    Cosa vorrebbe lasciare in eredità alla Russia?

    La Russia deve essere efficiente e competitiva, con un'economia stabile, con uno sviluppato sistema sociale e politico e flessibile ai cambiamenti nel Paese e intorno ad essa.

    Deve svolgere un ruolo importante nel mondo?

    Dovrebbe essere competitiva, come ho detto, dovrebbe essere in grado di  difendere i propri interessi ed esercitare un influenza sui processi che hanno per lei un significato.

    Molti dicono che sia onnipotente, che può ottenere tutto quello che vuole. Quindi, che cosa vuole? Dica all'America e al mondo quello che vuole Vladimir Putin.

    Vorrei che la Russia fosse come ora l'ho descritta. Questa è la cosa più importante, è il mio desiderio. Vorrei che la gente di qui fosse felice e che i nostri partner di tutto il mondo volessero e cercassero di sviluppare le relazioni con la Russia.

    Grazie. Grazie mille.

    Grazie.

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    Tags:
    Intervista, ONU, Vladimir Putin, New York, USA
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