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    Vladimir Putin  intervistato dalla CBS

    Putin alla CBS: "io e i russi abbiamo una cosa in comune, l'amore per la Patria"

    © Foto: kremlin.ru
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    Alla vigilia della sua partecipazione alla 70esima sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente Vladimir Putin ha rilasciato un'intervista al giornalista americano Charlie Rose per i canali televisivi CBS e PBS. Ecco la seconda parte.

    —  Siete pronti ad unirvi agli Stati Uniti nella lotta contro ISIS, per questo motivo siete in Siria? La conservazione del potere di Assad è un obbiettivo della presenza della Russia in Siria?

    — Esatto, è così. Inoltre, secondo le mie convinzioni, agendo nella direzione dello spodestamento delle strutture di potere legittime, potremmo creare una situazione a cui oggi stiamo assistendo in altri Paesi della regione.

    — Come sa, alcuni dei partner della coalizione vogliono che prima di tutto Assad  lasci il potere, solo allora saranno pronti a sostenere il governo.

    — Vorrei incoraggiarli a presentare questa richiesta al popolo siriano. Solo il popolo siriano ha il diritto di decidere chi e come governare il Paese.

    —  Sostenete il presidente Assad. Ma sostenete quello che sta facendo in Siria, quello che succede a milioni di profughi e le centinaia di migliaia di persone che hanno perso la vita, molte delle quali sono state uccisi dai suoi uomini?

    — Secondo lei agiscono correttamente quelli che sostengono l'opposizione armata e soprattutto le organizzazioni terroristiche, solo per rovesciare Assad, senza preoccuparsi di cosa ne sara' del paese dopo la piena distruzione delle sue istituzioni statali? Dite sempre, con una tenacia degna della miglior causa, che l'esercito siriano sta combattendo contro il suo popolo. Ma guardi chi controlla il 60% del territorio della Siria: l' ISIS oppure altre organizzazioni terroristiche. 

    —  E' pronto ad inviare le truppe russe in Siria, se per la lotta contro ISIS sarà necessario?

    — La Russia non parteciperà ad eventuali operazioni militari sul territorio della Siria o negli altri Paesi. Per lo meno, oggi non lo pianifichiamo. Lavoriamo a come intensificare il nostro lavoro con il presidente Assad e con gli altri partner internazionali.

    Molti credono che le azioni di Assad giochino a favore di ISIS, che l'intransigenza verso il popolo siriano sia una sorta di aiuto per ISIS. Pertanto, se Assad se ne andrà, il Paese avrà un periodo di transizione che contribuirà alla lotta contro ISIS.

    — Usando il gergo dei servizi segreti, posso dire che tale valutazione è propaganda antisiriana. Più di 2mila combattenti provenienti dall'ex Unione Sovietica si trovano nel territorio della Siria. C'è il rischio che ritorneranno da noi. Quindi, piuttosto che aspettare di ritrovarceli da noi, è meglio aiutare Assad per combatterli lì, in Siria.

    —  E' orgoglioso della Russia, questo significa che vuole che la Russia ricopra un ruolo più incisivo nel mondo.

    — Non è un obbiettivo fine a sé stesso. Sono orgoglioso della Russia. Abbiamo qualcosa di cui essere orgogliosi. Ma non nutriamo un feticismo verso l'idea della superpotenza russa sulla scena mondiale.

    —  Però la Russia è uno dei Paesi leader, perché dispone di armi nucleari. Siete una potenza con cui fare i conti.

    — Lo spero, altrimenti perché abbiamo queste armi? L'Ucraina è una grande capitolo a parte, anche per noi. E' il Paese più vicino a noi. E' il più vicino al popolo russo: la lingua è simile, la cultura, la storia e la religione sono comuni. Che cosa ritengo sia inaccettabile per noi? La soluzione dei problemi, tra cui quelli interni, nelle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica tramite le rivoluzioni "colorate", tramite colpi di stato e mezzi anticostituzionali per cambiare i governi legittimi in carica. Negli Stati Uniti i nostri partner non nascondono di aver sostenuto gli oppositori del presidente Yanukovych.

    —  Pensa che gli Stati Uniti siano coinvolti nel rovesciamento di Yanukovych?

    — Lo so con certezza. Con le persone che vivono in Ucraina, abbiamo migliaia di contatti e rapporti di vario genere. Sappiamo chi, dove, e quando ha incontrato e lavorato con le persone che hanno rovesciato Yanukovych, come li sostenevano, quanto li pagavano, come li preparavano. Sappiamo tutto. Anche i nostri partner americani non lo nascondono più.

    Victoria Nuland sfama i manifestanti del Maidan di Kiev nell'inverno 2014
    © AP Photo/ Andrew Kravchenko, Pool
    Victoria Nuland "sfama" i manifestanti del Maidan di Kiev nell'inverno 2014

    —  Come avviene lo spodestamento delle legittime autorità? Qual è il ruolo della Russia nel rinnovamento del potere in Ucraina?

    La Russia non ha mai intrapreso e non ha intenzione di partecipare ad azioni volte a rovesciare il governo legittimo.

    —  Molti parlano della presenza militare russa ai confini dell'Ucraina.

    Avete una presenza militare in Europa?

    —  Sì.

    — In Europa ci sono le armi nucleari tattiche degli USA. Questo significa che avete occupato la Germania o avete solo trasformato le forze di occupazione nelle truppe della NATO? Se teniamo le nostre truppe nel territorio nazionale vicino al confine di un altro Stato, pensa che si tratti di un crimine?

    — Negli Usa parlano tanto di lei, lo sa?

    — Non hanno nient'altro da fare?

    — Una volta un collaboratore della CIA mi ha detto che possiede straordinarie qualità. E' un trascinatore di folle, le riesce bene. Si fa voler bene.

    Beh, se le è stato detto dalla CIA, allora probabilmente è così.

    — Credo che la sua popolarità in Russia, sia invidiata da qualsiasi altro politico nel mondo. Che cosa la rende così popolare?

    C'è un qualcosa che mi lega agli altri cittadini russi. Noi abbiamo qualcosa in comune che ci unisce ed è l'amore per la patria.

    — Durante le celebrazioni del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, quando tutti ricordavano le vittime che ha avuto la Russia, è stata toccante per tutti noi un'immagine: stava in piedi con le lacrime agli occhi con la foto di suo padre.

    — Sì, la mia famiglia ha patito gravi perdite durante la Seconda Guerra Mondiale. E' vero. La Russia ha sofferto molto. Naturalmente non possiamo dimenticare e non dobbiamo dimenticare: non per incolpare qualcuno, ma affinchè questo non ricapiti più in futuro.

    — Inoltre lei ha detto che la più terribile tragedia del secolo scorso è stato il crollo dell'Unione Sovietica. Alcuni pensano che desidera ricreare la sfera d'influenza che la Russia merita per le relazioni che sono esistite nel corso degli anni?

    — Siamo sempre sospettati di avere ogni tipo di ambizione. Ho detto veramente di ritenere il crollo dell'Unione Sovietica una grande tragedia del XX secolo. Prima di tutto perché, improvvisamente, al di là dei confini della Federazione Russa si sono ritrovati 25 milioni di russi. I russi si sono ritrovati ad essere il popolo più frammentato nel mondo d'oggi. Questo non è un problema? Forse per lei no, ma per me si.

    — Molti la criticano in Russia, dicendo che la Russia è più autocratica che democratica. I politici e i giornalisti d'opposizione finiscono nelle prigioni russe o vengono uccisi.

    — Per quanto riguarda tragedie come l'assassinio di persone, compresi i giornalisti, purtroppo sono cose che accadono in tutto il mondo. Ma se capita da noi, facciamo di tutto per garantire che i colpevoli vengano trovati, smascherati e puniti. Continueremo a lavorare per migliorare il nostro sistema politico, affinchè un cittadino comune comprenda di influenzare la vita dello Stato e della società e affinchè le autorità sentano la responsabilità di fronte alla gente.

    Vladimir Putin accoglie Barack Obama al vertice del G20 il 5 settembre 2013
    © AP Photo/ Dmitry Lovetsky
    Vladimir Putin accoglie Barack Obama al vertice del G20 a San Pietroburgo il 5 settembre 2013

    — L'America le interessa in misura maggiore rispetto a qualsiasi altro Stato con cui interagite?

    — Certo, ci interessa cosa accade negli Stati Uniti. In generale l'America ha un enorme impatto sul contesto mondiale.

    — Mi permetta di chiederle, cosa pensa del presidente Obama?

    — Non mi ritengo autorizzato a dare una valutazione del presidente degli Stati Uniti. E' compito del popolo americano.

    — Pensa che consideri la Russia e lei alla pari?

    — Allora, glielo chieda, è il suo presidente. Come faccio a sapere che cosa pensa?

    — In Russia la gente ha paura di lei?

    — Non credo. Ipotizzo che la maggior parte delle persone si fidi di me, se mi vota alle elezioni. E' la cosa più importante.

    — Come sa, alcune persone la chiamano "zar". Questo soprannome le si addice?

    — Non è importante come ti chiamano i  tuoi sostenitori, i tuoi amici o i tuoi avversari politici. E' importante quello che tu stesso pensi riguardo a quello che sei obbligato a fare negli interessi del paese che ti ha affidato questo incarico, il posto di capo dello Stato russo.

    Questa è la seconda parte dell'intervista che il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato alla tv america CBS. Leggete la terza parte sul sito di Sputnik Italia nelle prossime ore.

    Leggi la prima parte

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    Vladimir Putin, Diplomazia Internazionale, New York, USA, Russia
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