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    Papa Francesco all'Onu. Sì all'ambiente, no alla guerra

    © REUTERS/ Tony Gentile
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    Il cambiamento climatico al centro del discorso del Pontefice in spagnolo. Un grido a difesa dell'ambiente.

    "Lottate contro corruzione, narcotraffico, riciclaggio del denaro, usura, armi nucleari, gender, aborto, eutanasia, commercio di organi, sfruttamento sessuale di minori e prostituzione". E' un messaggio a tutti i governanti del mondo quello del Papa all'Onu, affinché ci sia "casa, lavoro e terra per tutti".

    Papa Francesco all'Onu è stato ricevuto dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Due bambini lo hanno accolto con un mazzo di fiori all'ingresso del Palazzo di Vetro dell'Onu.

    Bergoglio è il quarto Pontefice a prendere la parola nel Palazzo di Vetro di New York. Prima di lui, come egli stesso ha ricordato nel suo lungo discorso, solo il beato Paolo VI nel 1965, san Giovanni Paolo II nel 1979 e nel 1995 e il Papa emerito Benedetto XVI nel 2008.

    Papa Francesco ha voluto rendere omaggio all'Onu, nel 70esimo della sua nascita, considerato "la risposta giuridica e politica adeguata al momento storico, caratterizzato dal superamento delle distanze e delle frontiere a opera della tecnologia e, apparentemente, di qualsiasi limite naturale all'affermazione del potere. Una risposta imprescindibile dal momento che il potere tecnologico, nelle mani di ideologie nazionalistiche o falsamente universalistiche, è capace di produrre tremende atrocità". Un'esperienza che, secondo Bergoglio, "dimostra che la riforma e l'adattamento ai tempi sono sempre necessari, progredendo verso l'obiettivo finale di concedere a tutti i Paesi, senza eccezione, una partecipazione e un'incidenza reale ed equa nelle decisioni".

    Sono due le emergenze delineate da Francesco all'Onu: la protezione dell'ambiente e la fine dell'esclusione sociale. Il Papa ha parlato di "ampi settori senza protezione" nel mondo, vittime "di un cattivo esercizio del potere": "l'ambiente naturale e il vasto mondo di donne e uomini esclusi". "Due settori intimamente uniti tra loro", che la politica e l'economia "hanno trasformato in parti fragili della realtà". Per questo, "è necessario affermare con forza i loro diritti, consolidando la protezione dell'ambiente e ponendo termine all'esclusione".

    E citando passi della sua enciclica Laudato sì, per Papa Francesco "la difesa dell'ambiente e la lotta contro l'esclusione esigono il riconoscimento di una legge morale inscritta nella stessa natura umana, che comprende la distinzione naturale tra uomo e donna e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni".

    Sull'ambiente giunge il monito del Pontefice: "Alzo la mia voce" per "soluzioni urgenti ed efficaci: l'adozione dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile durante il Vertice mondiale che inizierà oggi stesso, è un importante segno di speranza. Confido anche che la Conferenza di Parigi sul cambiamento climatico raggiunga accordi fondamentali ed effettivi".

    Raul Castro e Papa Francesco
    © REUTERS/ Gregorio Borgia/pool

    L'equità sociale alla base della società umana: "I governanti devono fare tutto il possibile affinché tutti possano disporre della base minima materiale e spirituale per rendere effettiva la loro dignità e per formare e mantenere una famiglia". Secondo Papa Francesco, "questo minimo assoluto, a livello materiale ha tre nomi: casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: libertà dello spirito che comprende la libertà religiosa, il diritto all'educazione e gli altri diritti civili".

    Dal Papa anche un deciso no alle armi nucleari: "Un'etica e un diritto basati sulla minaccia della distruzione reciproca, e potenzialmente di tutta l'umanità, sono contraddittori e costituiscono una frode verso tutta la costruzione delle Nazioni Unite, che diventerebbero ‘Nazioni unite dalla paura e dalla sfiducia'. Occorre impegnarsi per un mondo senza armi nucleari, applicando pienamente il Trattato di non proliferazione, nella lettera e nello spirito, verso una totale proibizione di questi strumenti". Bergoglio ha poi sottolineato che "il recente accordo sulla questione nucleare in una regione sensibile dell'Asia e del Medio Oriente, è una prova delle possibilità della buona volontà politica e del diritto, coltivati con sincerità, pazienza e costanza".

    Priorità dunque alla politica per Papa Francesco, anche e soprattutto per sminuire l'ars bellica: "La guerra è la negazione di tutti i diritti e una drammatica aggressione all'ambiente. Se si vuole un autentico sviluppo umano integrale per tutti, occorre proseguire senza stancarsi nell'impegno di evitare la guerra tra le nazioni e tra i popoli".    

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