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    Dopo un attacco in Yemen

    Isis rivendica attentato in Yemen, strage di sangue con l'aiuto dell'Arabia Saudita

    © AP Photo/ Khaled Abdullah
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    Lo Stato Islamico rivendica l'attentato alla moschea di Sana'a di stamani costato la vita a 15 persone. Intanto s'intensificano i rad aerei sauditi sulla popolazione yemenita.

    Il braccio yemenita dello Stato islamico ha rivendicato l'attentato avvenuto questa mattina nella moschea al Balili a Sana'a, frequentata dalla popolazione Houthi, è costato la vita a 15 persone. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio.

    Lo riferisce l'emittente panaraba al Arabya citando un comunicato del movimento terroristico apparso sui social media. Da una prima ricostruzione, l'attacco sembra essere stato condotto da due attentatori suicidi che si sono fatti esplodere all'interno dell'edificio religioso, proprio durante la celebrazione della festa islamica dell'Eid al Adha.

    Nella mattinata, un clerico saudita, tra i musulmani depositari della funzione d'interpretazione dei testi sacri, aveva espresso una fatwa, o cosiddetto consiglio, di carattere sanguinario, "bisogna combattere gli yemeniti infedeli", rispondendo al Grand Mufti Abdul Aziz bin Abdullah, il più anziano e influente wahabita musulmano tra le autorità religiose e legali in Arabia Saudita, convinto che la distruzione delle chiese sia assolutamente necessaria.

    Intanto, oggi le milizie yemenite fedeli al presidente Abde Rabbo Mansur Hadi hanno annunciato di aver ucciso 85 miliziani Houthi, che facevano capo all'imam Abdel Malik al Houthi, nella città di Taiz, a nord di Aden.

    Fonti vicine alle milizie di Hadi hanno inoltre riferito all'emittente televisiva al Jazeera che "si contano anche decine di feriti caduti in una serie di agguati e in raid aerei condotti sulla città dai caccia sauditi e dei Paesi arabi alleati".

    L'alleanza guidata dall'Arabia Saudita ha condotto raid aerei anche sulla zona di al Baydha, a nord della capitale Sana'a, per preparare il terreno alle truppe di terra in vista di una avanzata per la riconquista della capitale. I raid hanno colpito anche depositi di armi sul monte al Harir e abitazioni civili ad al Jahamliya.

    Non è difficile credere che Hillel Neuer, direttore di UN Watch, ong di Ginevra che monitora il lavoro in difesa dei diritti umani delle Nazioni Unite, si sia così espresso:

    "E' scandaloso che l'Onu abbia scelto per presiedere il Consiglio dei diritti umani un Paese che ha giustiziato più persone dello Stato islamico in un anno. Petrolio, dollari e politica nuocciono a questi diritti".

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    Tags:
    raid aerei, Attentato, ISIS, Yemen, Arabia Saudita
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