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    La bandiera dell'Arabia Saudita

    Arabia Saudita come Isis, va in onda la decapitazione e la crocifissione

    © AP Photo/ Michael Sohn
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    Dopo un lungo processo, senza possibilità di difesa legale, un giovane saudita verrà decapitato nel suo Paese e il suo corpo sarà crocifisso ed esposto in pubblico. Intanto, l’Arabia respinge le sollecitazioni dell’Onu sull’abolizione della pena di morte.

    Non solo Isis. Anche in Arabia Saudita lo Stato uccide con la crocifissione.

    Un ragazzo di 21 anni, colpevole di avere partecipato a una protesta contro il Regno di Riad quando era ancora minorenne, verrà decapitato in Arabia Saudita e il suo corpo sarà crocifisso ed esposto in pubblico.

    Ali Mohammed al-Nimr fu arrestato a diciassette anni nel 2012 durante una manifestazione di sciiti a Qatif, nella provincia orientale saudita. Al-Nimr è stato incriminato per un lungo elenco di reati: oltre a quello di far parte di un'organizzazione terroristica, è stato accusato di possedere armi e di aver lanciato bottiglie molotov contro le forze di sicurezza. E' stato anche incolpato per aver usato il suo cellulare per organizzare la protesta. Le accuse, si basano sulla sua confessione che — denuncia l'ong britannica Reprieve — fu estorta con torture. Al ragazzo è stato anche negata anche la difesa legale.

    Secondo Maya Foa, direttore del dipartimento sulla pena di morte presso Reprieve, si tratta di una condanna che viola il diritto internazionale e le più elementari norme di civiltà.

    A nulla, però, sembrano valere le proteste della comunità internazionale: duemila anni di storia non sono valsi a insegnare all'uomo come condannare la barbarie, anche in un Paese ricco, come l'Arabia Saudita, che bombarda incessantemente lo Yemen, il più povero Paese al mondo, situato, guarda caso, in un mare di petrolio.

    Intanto, l'Arabia Saudita ha respinto una relazione del Segretario generale delle Nazioni Unite che sollecita i Paesi all'abolizione della pena di morte, affermando che questa è una punizione omologata ai sensi della legge islamica per proteggere i diritti delle vittime.

    Il rapporto delle Nazioni Unite è stato rilasciato recentemente in una riunione del Consiglio per i Diritti Umani a Ginevra.

    Per Faisal Trad, ambasciatore saudita presso le Nazioni Unite a Ginevra,

    "l'Arabia Saudita è uno Stato islamico, pienamente sovrano, ed è orgoglioso del fatto che la legge islamica è la base della costituzione del paese. L'Islam garantisce la giustizia e protegge inoltre i diritti di tutti senza discriminazioni, oltre al diritto di vita per tutti. La pena di morte è un atto giuridico per tutelare il diritto alla vita e gli interessi della comunità".

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    Tags:
    Pena di morte, ONU, ISIS, Arabia Saudita
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